Profugo pedofilo scarcerato, le polemiche contro il giudice non si fermano



Continua a provocare polemiche il caso del profugo pakistano di 21 anni, pedofilo reo confesso, scarcerato dopo l’udienza di convalida dell’arresto per la sua “straordinaria autodisciplina”.

Giudice rosso prima del profugo pedofilo aveva già liberato un altro stupratore

Ieri è intervenuto anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini: “Garantismo per garantismo, quando un giudice rimette in libertà un pedofilo reo confesso di aver abusato di un tredicenne disabile, con la motivazione che avrebbe dimostrata straordinaria autodisciplina, c’è soltanto da rimanere sconcertati. Punto”. Il problema è che il giudice freakkettone ha applicato le leggi del tuo governo, volute dal tuo partito. E che quel pedofilo pakistano è in Italia, spesato in hotel, sempre grazie al governo e al tuo partito.

Intanto i sindaci reggiani continuano a manifestare tutto il loro stupore per la decisione.

Noi vi invitiamo a guardare questa immagine del giudice davanti all’imputato:

Il pakistano ha appena confessato lo stupro del bambino disabile, e non c’è un’atmosfera di disgusto a circondarlo, in aula, ma quasi da rimpatriata amichevole.

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Intanto sono in arrivo gli ispettori inviati dal ministro della giustizia, ma oltre a redarguirlo per l’abbigliamento non certo consono ad un’aula di tribunale, non potranno fare nulla: ha applicato le leggi volute dal loro governo.



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