Meeting CL, al convegno contro i muri barriere di cemento e metal detector



L’ipocrisia regna sovrana tra i bergogliani – Metal detector e agenti di polizia per controllare l’accesso dei visitatori. Barriere in cemento all’ingresso della fiera di Rimini per impedire il passaggio a camion, furgoni o auto. Volontari addestrati a gestire situazioni di panico tra la folla. In un clima di massima sicurezza prende il via la trentottesima edizione del Meeting di Comunione e liberazione, che coinvolge 800 mila persone provenienti da tutt’Italia. Sono i fanatici che ci propinano la demenziale (e criminale) idea del ‘+ ponti – muri’.

“Qui la sicurezza è sempre stata una preoccupazione forte degli organizzatori e lo è anche quest’anno, ma non c’è emergenza” ha assicurato il capo ufficio stampa del Meeting, Eugenio Andreatta.

Tanto loro hanno gli agenti e le barriere. Quelle che vogliono togliere dalle frontiere e che sono l’unica difesa per le persone normali senza scorta.

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Come del resto predica il loro amministratore delegato, Bergoglio – Controlli serrati e file per avvicinarsi a piazza San Pietro: per l’Angelus del Papa alle 12, sono molti i fedeli giunti in Vaticano, come tutte le domeniche. I controlli di sicurezza sono serrati e per questo le file per accedere alla piazza un po’ lunghe. Oltre ai controlli delle forze di polizia, collocate ai vari punti di ingresso, c’è, come controllo finale, il passaggio al metal detector. Presidiate dai militari le porte di ingresso vaticane.

Anche lui non vuole i muri, ma vive dietro un imponente muro di sicurezza.

Da mesi inoltre gran parte di via della Conciliazione non è accessibile alle auto con grandi fioriere di cemento poste all’inizio della strada che porta a piazza San Pietro.

Prima che dei terroristi, siamo ostaggio di manipolo di idioti che spacciano idee demenziali. Idee che mettono in pericolo tutti noi. Mentre loro si proteggono.

Non fate quello che dicono, fate quello che fanno.



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