Profughi rubano lavoro a giovani italiani, scatta esposto a Corte dei Conti



IL PARADOSSO: LO STIPENDIO GLIELO PAGANO I CONTRIBUENTI, GENITORI DEI GIOVANI ITALIANI AI QUALI RUBANO IL LAVORO

“Stiamo valutando di depositare a più livelli, visto gli enti pubblici coinvolti, un esposto presso la Corte dei Conti per possibile danno erariale e mal utilizzo di fondi pubblici”.

Così una nota del consigliere leghista Lucia Borgonzoni insieme al segretario della Lega dell’Emilia Gianluca Vinci, per dettagliare quello che la Lega ritiene un uso scorretto dei tirocini formativi, i cui fondi previsti nel progetto ‘Lift’ del ministero del Lavoro, sono assegnati anche a immigrati che, a vario titolo, rientrano nel circuito dell’accoglienza.

“Non solo più vitto e alloggio, ma tirocini con accessi di fatto “privilegiati” , almeno per il semplice motivo che quei 450 euro per i richiedenti sono “puliti”, visto che a pagare tutto quello di cui necessitano sono lo Stato e i Comuni” chiosa Borgonzoni.

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La leghista allega anche la denuncia di un giovane neolaureato, impiegato in una industria agricola reggiana, che lamenta la ‘concorrenza sleale’ da parte di rifugiati e richiedenti asilo, tirocinanti come lui: 450 euro al mese per un impiego full-time in una azienda agricola:

Testimonianza: “Ecco come governo ci sta sostituendo con i profughi”

“Già alla fine dell’anno scorso -riprende Borgonzoni- denunciati come almeno 1/4 delle ex borse lavoro sul territorio bolognese, provenienti da fondi regionali e comunali, finissero a richiedenti asilo e proprio per questo con un ordine del giorno, bocciato dalla maggioranza, chiesi in due circostanze di invertire rotta e destinare tale somma ad altre categorie ben più bisognose, come giovani e nuove povertà”.



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