Attacco islamico contro la Spagna: sbarchi record in simultanea con strage Barcellona



Lo Stato islamico non ha armi sofisticate, ma ha centinaia di migliaia di clandestini islamici da scaricarci addosso

Qualcuno dirà che sono avvenimenti indipendenti, non correlati tra loro. Non ci convince. Ieri Barcellona è stata colpita da un commando – perché di questo si tratta – di terroristi islamici marocchini (uno da Melilla, enclave spagnola in Africa), prima il centro città, poi un resort nei dintorni: una strage. Islamica. Almeno 14 morti (2 italiani) e un centinaio di feriti.

Negli stessi momenti, oltre 300 giovani maschi afro-islamici assaltavano la cittadina spagnola di Ceuta. L’ennesimo assalto in pochi giorni.

E nelle scorse 24 ore, un migliaio di clandestini afro-islamici è stata individuata in mare dalla guardia costiera spagnola. Che come la nostra poi li ha scaricati in patria. Un record, che segue una escalation estiva di sbarchi, proprio il giorno dell’attacco a Barcellona. Rinforzi per le Ramblas.

Per noi dimostra che ISIS controlla e gestisce gli sbarchi.

Non è possibile sia un caso. Qualcuno usa l’immigrazione come arma di invasione e destabilizzazione. Le auto, sì, le bombe, ok, ma la vera arma di distruzione di massa che gli islamici hanno contro l’Europa sono gli immigrati.



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