Profughi lavorano a spese nostre alle feste del PD – FOTO

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Il PD ci ricasca. Altri finti profughi – stipendiati dagli italiani con vitto, alloggio e paghetta – a lavorare gratis per le feste di partito.

In questo caso parliamo di 5 richiedenti asilo al lavoro (gratis!) alla festa de l’Unità di Certaldo.

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E, perciò, a tutti quei renziani che si affannano a spiegare che non è vero che il Pd ha bisogno dei profughi per il voto, qualcuno potrà sempre obiettare che, invece, ne ha bisogno anche per mandare avanti la sua deficitaria kermesse estiva. La festa de l’Unità del resto langue persino nei feudi renziani d.o.c. come Certaldo, figurarsi altrove. E figurarsi se non c’è, perciò, urgente bisogno di manodopera gratuita per mandare avanti questi baracconi estivi tutti fritti, lasagne e salsicce. Insomma, no problem se la militanza ideale in Italia è in crisi e se i giovani snobbano la politica e preferiscono occuparsi di qualunque altra cosa: il ricambio generazionale e la manovalanza necessaria a far funzionare le asfittiche feste de l’Unità la forniscono adesso anche profughi e aspiranti richiedenti asilo. Come accaduto appunto a Certaldo dove Alpha Boiro, Adama Osangu, Manneh Ebrima, Diallo Abdou e Anna Ibrahim (questi i loro nomi) provenienti dall’Africa centrale, in particolare dalla Costa d’Avorio, dal Gambia e dalla Guinea, tutti di età compresa fra i 19 e i 26 anni, hanno servito ai tavoli e lavorato in cucina: un lavoro di puro volontariato e, quindi, a titolo del tutto gratuito. Loro hanno spiegato che la politica non c’entra nulla anche se si sono fatti fotografare con la maglietta del Pd. Sorridenti e riconoscenti con quello stemma rosso-verde che rischia di marchiarli politicamente. Giratela come vi pare: il Matteo Renzi ha bisogno dei profughi. Non solo del loro voto, ma anche del loro lavoro gratuito. Alle feste de l’Unità.

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Voi pagate. Loro li usano come braccia low-cost. Quando non li danno in appalto a multinazionali come quella di Farinetti o Starbucks. Poi saranno carne da voto.