15 Marocchini infettati con la Rabbia dopo avere stuprato un asino: abbattuto perché troppo ‘provocante’



La notizia c’è stata segnalata alcuni giorni fa. Prima di darla abbiamo voluto controllarne bene – nei limiti del possibile – la veridicità. Arriva direttamente da un giornale locale in lingua inglese che collabora con diversi quotidiani internazionali:

Rabat – Fifteen minors who sexually assaulted a donkey in the small rural town of Sidi Kamel in the communal providence of Sidi Kacem have been treated for rabies infections received from the animal.

The sexually frustrated children and teenagers stayed at the Mechraa Belksiri Hospital for one week to receive rabies vaccinations after the animal transmitted the disease to them, explained Moroccan daily Al Akhbar in its August 10 edition.

Local authorities have been alerted and search for find anyone else who has “approached” and “admired” the animal closely, in order to limit the risk of rabies spreading among the inhabitants of the region.

However, it has also become a subject of fear and shame for parents who, in the utmost secrecy, hastened to have their children vaccinated in case they had approached the animal.

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According to the daily, the number of infections could be much higher, as some families preferred to take their children to hospitals outside the region to avoid humiliation.

The local authorities ordered the owner of the animal to slaughter it to avoid further risk of spreading the disease.

In sintesi, almeno 15 ragazzini marocchini che vivono nei pressi di Rabat, la capitale del regno, hanno avuto rapporti sessuali con un asino. Da questi ‘rapporti’ hanno contratto la Rabbia. Per questo sono stati vaccinati e sono in cura.

Ma, scrive il giornale locale, gli infetti potrebbero essere molti di più, vista la recalcitranza a recarsi in ospedale.

La cosa più triste, che però dice molto dei motivi sulle abitudini di abbigliamento islamiche, è che l’asino è stato abbattuto: perché, suo malgrado, ‘attraeva’ troppi maschi.

L’articolo è stato ripreso anche dai media inglesi. Non c’è da meravigliarsi di quello che è accaduto a Colonia, o di quello che accade, quotidianamente, nelle nostre città.



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