Charlottesville: se l’Uomo Bianco protesta contro il proprio genocidio è razzismo



Charlottesville è la prima battaglia campale della seconda guerra civile americana. Così verrà ricordata tra qualche decennio.

Ma cosa è accaduto, davvero, a Charlottesville, sotto la patina di menzogne raccontate dai soliti media di distrazione di massa, tutti di proprietà di poche multinazionali corrotte e naturalmente tese a difendere la Globalizzazione che le nutre? Primo, ovviamente, dimenticate qualunque cosa abbiate letto o sentito, lo sapete, i media raccontano solo balle.

E’ accaduto che un’amministrazione locale progressista voleva e vuole, come altre amministrazioni in ex Stati della Confederazione, rimuovere le antiche statue che celebrano la sconfitta sudista – perché si può anche celebrare la sconfitta, quando è gloriosa – nella prima guerra civile americana. Guerra un tantino più complicata di come la raccontano i vincitori: lasciando da parte la schiavitù, che in realtà rimase legale in diversi Stati del Nord, i motivi profondi furono, ieri come oggi, l’imperialismo yankee.

A difesa della statua del generale Lee, il grande generale Lee, si sono riunite alcune migliaia di patrioti. Sì, tra loro anche qualche neonazista, una assoluta minoranza in un mare di identitari e libertari: basta guardare le foto e i video. Questa manifestazione, assolutamente pacifica, è stata assalita dai soliti esagitati antifà e black-bloc sorosiani, che cercavano disordini, per mettere in difficoltà Trump. Che è stato poi incredibilmente accusato di avere condannato tutti i violenti, e non solo i ‘neonazisti’. Perché, come sempre, c’è una violenza giusta, e una sbagliata.

Ma, al di là di qualche sparuto disordine, non ci sono stati morti. I tre morti strillati dai media hanno nulla a che vedere con la marcia nazionalista: una povera ragazza è morta investita da un’auto il cui autista sembra essere entrato nel panico una volta circondato dalla pacifica marmaglia antifà; e altri due sono morti nell’incidente di un elicottero che riprendeva le scene dall’alto.

Per i media, però, sembra che migliaia di neonazisti si siano dati al saccheggio di una città. Ma li motivo di questa diffusione di fake news è evidente: l’uomo bianco non può ribellarsi alla sua sostituzione etnica, che avviene in tutto il mondo occidentale, deve perire in silenzio. Scene come quelle di Charlottesville, però, dimostrano che, ormai, l’uomo bianco si è alzato in piedi. E vi diamo una notizia: non tornerà a cuccia senza combattere.

Non basterà agitare il demenziale spettro neonazista per farlo tornare a cuccia. Dovrete sporcarvi le mani di sangue. Del nostro sangue. Ed essere pronti a versare il vostro.

Pensavano di annientare una civiltà con una pacifica imposizione della Globalizzazione. Prima indebolendola attraverso l’immigrazione e le politiche di entropia sociale. Attraverso l’impoverimento della classe media e lavoratrice con l’abbassamento delle barriere doganali e all’ingresso di lavoratori low-cost.

Ma questa civiltà pare non voler morire pacificamente. Parafrasando Eliot, non con un sospiro, ma con un grande botto. E non è per nulla scritto che sparisca. E’ tutto aperto dopo Trump. E’ tutto in gioco. Non tanto per lui, ma per quello che la sua elezioni rappresenta come risveglio della classe lavoratrice e media bianca di tutto l’Occidente.

Gli Africani hanno l’Africa, i Cinesi la Cina: perché noi dobbiamo annientare la nostra civiltà, tradire millenni di storia e identità biologica rendendola multirazziale?Non vi è alcun motivo logico. Non vi è alcun obbligo morale, anzi, l’obbligo morale di ogni organismo è proteggere se stesso. La propria natura. La propria essenza.



Lascia un commento