Selfie con gli schiavi: “Loro sono pronti a tutto, non i nostri giovani”



MOGLIANO VENETO – “Sono particolarmente soddisfatto, non solo per i preparativi della nostra sagra paesana, ma principalmente per aver vissuto per alcuni giorni insieme ad alcuni profughi, giovani straordinari, solari, pieni di speranza e di gioia di vivere”. Inizia con queste parole il post che il moglianese Pietro Scomparin ha voluto pubblicare, nelle scorse ore, sul suo profilo Facebook.

Scomparin, segretario dell’associazione di promozione sociale Luna d’agosto, è tutto eccitato da questa nuova manodopera gratuita – pagata dai contribuenti – disponibile per allestire la sagra di Mogliano Veneto, e ha voluto dilungarsi in un confronto tra quest’ultimi e i loro coetanei trevigiani, dei ‘mascalzoni’ che, magari, non vogliono lavorare gratis per lui e la sua sagra: “Non sono annoiati come i nostri ragazzi, hanno una volontà e forza di spirito eccezionale. Non si alzano tardi come i nostri figli, sono disponibilissimi e pronti a tutto. Sono quelli che ci aiutano per predisporre tutto per la prossima sagra, al contrario dei nostri compaesani. Quelli che ci aiutano si possono contare sulle dita una mano monca. Credo che il nostro egoismo ci stia rendendo completamente sterili, in ogni senso, non siamo più in grado di donare nulla”.

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Frasi deliranti. Ma che nascondo un’ideologia profonda: lavoro schiavile al posto di lavoratori che hanno dei diritti e non “sono pronti a tutto”.



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