Bimba italiana costretta in classe di soli stranieri: “Si deve integrare”



Due genitori marsicani sono stati costretti a trasferire la loro bambina dalla scuola in cui è iscritta, perché è l’unica italiana della sua classe in una classe di stranieri. In Italia. In pratica paghiamo per ‘istruire’ – si fa per dire – i figli degli altri.

L’istituto ha peró rifiutato il trasferimento, sostenendo che se la bambina venisse trasferita non sarebbe possibile la formazione dell’intera classe, rendendo così inevitabili dei costi collettivi per coprire lo spostamento di tutti gli altri bambini.

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“Non è ammissibile che una bambina italiana, in una scuola italiana, debba essere sfavorita nell’apprendimento a causa dell’oggettivo problema linguistico dei suoi compagni di classe – dichiara Mario Angelucci, responsabile marsicano di CasaPound Italia – la maggior parte di questi bambini non ha nessuna familiarità con l’italiano e per ovvi motivi tutta la classe seguirà esigenze didattiche diverse da quelle composte da ragazzi autoctoni.
Gli italiani non fanno più figli a causa di tutti i problemi economici e sociali della Nazione mentre invece gli stranieri, paradossalmente unica categoria tutelata da uno stato che non è il loro, continuano a farne. È evidente che c’è una sostituzione etnica in atto – conclude Angelucci – e per noi tutto ciò non è accettabile. Saremo sempre dalla parte dei genitori che vogliono tutelare i proprio figli e di tutti gli altri cittadini abbandonato da questo stato, ormai troppo impegnato a badare ai figli delle “risorse” piuttosto che ai propri.”



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