Padova, vogliono sparpagliare 790 clandestini in tutta la provincia



LA COLONIZZAZIONE PROCEDE A TAPPE, COME UN’INVASIONE LE TRUPPE VENGONO PRIMA CONCENTRATE IN GRANDI BASI, POI DISTRIBUITE SUL TERRITORIO IN MODO CAPILLARE

Il centro di accoglienza di Bagnoli, che oggi ospita circa 790 migranti tra spacciatori, prostitute, stupratori e clandestini, sarà svuotato, promette la prefettura. Ma non per rispedirli in Africa, per distribuirli come truppe coloniali su tutto il territorio della provincia.

Questo permetterà di tenere fede agli impegni assunti dal vice prefetto Antonello Roccoberton, proprio di fronte ai migranti ospitati nella ex base militare di San Siro quando, lunedì mattina, hanno inscenato una protesta, l’ultima di una lunga serie, chiedendo almeno quindici trasferimenti a settimana: vogliono avvicinarsi alla città, dove lo spaccio è più florido.

Una richiesta alla quale il rappresentante della prefettura ha acconsentito, assicurando sia ai richiedenti asilo che al sindaco Milan, che avrebbero svuotato la base. «D’altra parte – spiegano dalla prefettura – una ventina di persone sono già state spostate negli ultimi giorni. Più di quanto chiesto dai migranti, ma perché quello è il numero di posti che si è liberato». Una volta trasferiti dal centro, i migranti vengono distribuiti nella provincia, sistemati nelle piccole strutture, case private e non, gestite dalle cooperative che hanno vinto il bando della Prefettura per l’accoglienza. «Se domani dovessero liberarsi 800 posti – aggiungono dal palazzo del Governo – siamo pronti a trasferirli anche tutti contemporaneamente. Questo però, ovviamente, è estremamente difficile».

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Sono circa 2700 i richiedenti asilo ospitati in tutto il Padovano. Dei 104 Comuni della provincia, solo nove, Cadoneghe, Vigodarzere, Este, Padova, Piazzola sul Brenta, Piove di Sacco, Ponte San Nicolò, Bagnoli di Sopra e Rubano, hanno aderito al progetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati del Governo, che gestisce l’accoglienza dei migranti, per un totale di 162 posti, stando ai dati riportati nel sito ufficiale del progetto (si tratta, per intenderci, dell’accoglienza permanente, extra emergenza). Ciò non significa, in ogni caso, che per i Comuni aderenti allo Sprar il numero dei migranti sia limitato a quello indicato dal progetto. A questo, infatti, si aggiungono anche i richiedenti asilo affidati alle coop collegate direttamente dalla prefettura (l’accoglienza nell’emergenza).



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