Primi politici ammettono legami col telefonista dei clandestini: “Confesso, sono complice di Don Zerai”



ESTRATTO dalle 148 pagine di atti dell’ordine di sequestro di nave Iuventa dell’Ong tedesca Jugend Rettet accusata di favorire l’immigrazione clandestina.

Gli addetti alla sicurezza, che sono stati a bordo della nave di Save the children, parlano al telefono delle deposizioni rese alla polizia. Uno di loro, Ricci: «Ho detto agli investigatori che c’era tipo una come si chiama community(…) una chat, una cosa del genere (…) però non mi hanno mai permesso neanche di vedere chi ci facesse parte(…) Io so che arrivava sul telefono del team leader di Save the children!» via WhatsApp.

Grazie alle informazioni giunte sulla chat «parallela» ai soccorsi ufficiali le navi delle Ong trovano i gommoni degli scafisti.


Erasmo Palazzotto vice presidente della commissione Esteri e membro della segreteria di Sinistra Italiana

Poi parlano del prete eritreo, il telefonista don Mussie Zerai indagato dalla procura di Trapani. Ricci: «Poi gli ho detto questa storia di quegli eritrei, che dicevano che un prete aveva mandato il messaggio». Gallo: «Si, sì, quella già la sapevano (…) che gli è arrivato il messaggio dal prete eritreo e noi ci siamo recati là e abbiamo trovato il barcone di legno (…) e a bordo c’avevamo il mediatore eritreo». Ricci: «Una cosa strana. Esattamente».

E iniziano a farsi avanti i complici politici del prete amico di Boldrini.

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Erasmo Palazzotto vice presidente della commissione Esteri e membro della segreteria di Sinistra Italiana si autodenuncia: “ho collaborato con Don Mussie Zerai, il prete indagato dalla procura di Trapani per aver aiutato i migranti in viaggio verso l’Italia”.

Alarm Phone, il call center di don Zerai che gestisce il traffico di clandestini



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