In Lombardia sarà vietato affittare case a Coop dei profughi



Qualcosa si muove contro la sostituzione etnica. Presto affittare case «ad uso civile» a cooperative che le usano per ospitare fancazzisti afroislamici raccattati in Libia potrebbe diventare illegale.

La Lega in Regione Lombardia sta presentando un progetto di legge che, sulla falsa riga di quello “anti moschee”, “scoraggi” questa pratica invasiva.

L’idea arriva dal sindaco di Lazzate, Loredana Pizzi, che a fine luglio, al termine di una lunga battaglia contro la prefettura che voleva colonizzare il centro storico con richiedenti asilo, ha firmato una delibera che, richiamando il piano regolatore e una serie di norme urbanistiche, di fatto complica la vita ai proprietari di case sfitte che provano a fare cassa con il business dei finti profughi.

La delibera parte dal presupposto che ci sono differenze normative tra «un’ abitazione privata e una struttura ricettiva, o addirittura socio assistenziale». Ovvero, se un normale contratto d’ affitto prevede l’ accordo tra locatario e locatore, quello con una cooperativa (o altra forma societaria) che si occupa di accoglienza è più complicato: intanto perché gli “inquilini” di quell’ appartamento potrebbero cambiare in continuazione o variare di numero, e poi perché l’ accoglienza ai migranti prevede una serie di servizi «esterni» che nulla hanno a che vedere con un normale contratto d’ affitto.

Proprio per queste ragioni il sindaco di Lazzate ha previsto nell’ ordinanza due serie di norme per scoraggiare questa pratica.

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La prima riguarda la sfera edilizia, ovvero i requisiti di agibilità e dell’ uso che si fa del fabbricato. Quindi per poter affittare ad una cooperativa il proprietario dovrà richiedere al Comune un cambio di destinazione d’ uso dell’ immobile ed eventualmente eseguire una serie di lavori di adattamento quali, ad esempio, l’ abbattimento di barriere architettoniche o integrazioni dei servizi igienico-sanitari. La seconda sfera d’ azione riguarda invece il livello urbanistico e quindi il piano del territorio che, a seconda della zona, potrebbe prevedere per un immobile adibito a residenziale socio-assistenziale, la presenza di particolari infrastrutture urbane, senza le quali un eventuale cambio di destinazione dovrebbe essere rifiutato.

Ora la Lega, con il capogruppo Massimiliano Romeo, vuole estendere queste regole a tutta la regione. Quello che dovrebbe restare rispetto a Lazzate è la distinzione tecnica tra gli appartamenti «ad uso civile» e quelli «con finalità ricettive/socio assistenziali» e le limitazioni di carattere urbanistico: «Il modello di riferimento – spiega il capogruppo della Lega in Regione, Massimiliano Romeo – sarà quello della legge che ha permesso di fermare la costruzione indiscriminata di moschee a Milano e in Lombardia. Perché – chiude Romeo – a parole son tutti bravi a parlare di accoglienza, ma quando poi te li trovi come vicini di casa, tutti, da destra a sinistra, si lamentano. Il caso di Capalbio ne è la prova lampante».

Un provvedimento importante anche perché impedirà agli affitti di salire sotto la pressione delle Coop dei profughi che offrono cifre folli per avere le case, in questo modo sottraendole agli italiani senza casa.


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