Chloe, modella rapita: “Su commissione araba come tante ragazze italiane sparite e vendute come schiave”



Secondo l’avvocato italiano della modella inglese sequestrata dall’organizzazione criminale ‘black death’, la ragazza sarebbe stata “rapita su ordine di una banda di acquirenti mediorientali“. Moderno mercato islamico delle bianche.

Come saprete, visto che i media amano queste notizie pruriginose dove cronaca nera e sesso si mischiano, Chloe Ayling, 20 anni, è stata rapita a Milano e detenuta per sei giorni mentre il suo sequestratore cercava di venderla online.

Il passaggio più inquietante delle dichiarazioni dell’avvocato Pesce alla stampa inglese: “L’organizzazione ha rapito le ragazze per acquirenti arabi per anni, ragazze italiane, ragazze di tutte le nazionalità. Forse avrebbero voluto una ragazza britannica, per cui hanno rapito Chloe.”

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C’è quindi, secondo questo avvocato, che si presume parli per informazioni ricevute dagli inquirenti, un’organizzazione che rapisce ragazze e bambine italiane per spedirle poi a ricchi arabi. Schiave sessuali. Un mercato osceno. Che probabilmente fiorisce sotto la protezione di pezzi di istituzioni, visto il flusso di denaro che da quei paesi arabi entra nelle tasche di molti politici.

Il pensiero corre subito alle tante bambine italiane sparite negli ultimi decenni. Qualcuno di loro potrebbe essere finita nel buco nero islamico. Non so voi, ma a chi scrive, solo l’idea che questo possa avvenire, prudono le mani.

Lukasz Herba, 30 anni, cittadino polacco, che vive in Gran Bretagna, arrestato per il rapimento, deve parlare. A costo di essere torturato.


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