SEQUESTRO IUVENTA, SCAFISTI “PENTITI” COINVOLGONO ALTRE ONG



Resta a Trapani l’indagine della procura su presunti contatti tra scafisti libici e l’equipaggio della nave Iuventa di una Ong tedesca, sequestrata ieri a Lampedusa dalle autorità. Gli investigatori hanno preso alcuni computer che si trovavano a bordo. VIDEO Verranno esaminati dagli inquirenti anche tutti gli strumenti di bordo che “raccontano” i movimenti dell’unità impegnata nel soccorso dei migranti.

Gli investigatori hanno preso alcuni computer che si trovavano a bordo della nave Iuventa, sequestrata ieri su disposizione della procura di Trapani mentre si trovava a Lampedusa. Sui pc la polizia farà degli accertamenti tecnici. Verranno esaminati dagli inquirenti anche tutti gli strumenti di bordo che “raccontano” i movimenti dell’imbarcazione impegnata nel soccorso dei migranti. La Iuventa i partirà per Trapani, dove resterà sotto sequestro.

Gli inquirenti, su denuncia di due ex operatori di Save The children (scafisti umanitari pentiti) hanno accertato almeno tre casi in cui membri dell’equipaggio hanno avuto contatti con trafficanti di clandestini libici. I migranti sarebbero stati trasbordati sulla nave della ong scortati dai libici.

TESTIMONIANZE CHE IMPLICANO ALTRE ONG – Dalle testimonianze ascoltate dalla procura, delle quali sono stati diffusi solo alcuni stralci, si evince chiaramente la complicità di altre Ong. Probabilmente non ancora nominate per non inficiare le indagini della procura di Catania, quella guidata da Zuccaro.

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Si legge infatti che “la più temeraria era sicuramente la Iuventa che, da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa, che è un’imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da ‘piattaforma’ ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante…”, dal racconto ai pm di uno dei testimoni che rivela anche che i gommoni usati dai trafficanti venivano restituiti agli scafisti.

Il fatto che la Iuventa sia stata la “più temeraria”, implica l’azione anche di altre Ong meno temerarie nei contatti con i trafficanti libici. O forse solo più furbe nel camuffarli.


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