TREVISO, MAXI RISSA TRA PROFUGHI PER LA CONSEGNA DEL PRANZO



Lunedì mattina il centro di accoglienza aperto dalla cooperativa Codess in un immobile di Campocroce di Mogliano è stato chiuso. I venti richiedenti asilo ospitati lì da circa u anno lo stesso giorno sono stati prelevati e traslocati all’ex Caserma Serena. Ma il trasferimento non è stato gradito dai vacanzieri africani, così è scoppiata una maxi rissa.

Da una parte c’erano i profughi sfrattati di punto in bianco da Campocroce, dall’altra molti ospiti del centro ministeriale gestito da Nova Facility. Nel mezzo il furgone che trasportava i pasti per il pranzo dei settecento richiedenti asilo (forse più) ospitati alla caserma Serena.

A bloccare la consegna del cibo sono stati i nuovi clienti provenienti da Mogliano che dopo un giorno di caserma, insoddisfatti, hanno organizzato una sorta di sit-in di protesta davanti alla caserma per chiedere di essere portati altrove. All’arrivo del furgone della Ottavian Ristorazione i migranti fuori dai cancelli hanno deciso di bloccarlo.

I responsabili del centro, prima di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, hanno cercato una mediazione, ma ancor prima di riuscire ad ottenere un risultato sono stati scavalcati dalla reazione degli altri richiedenti asilo del centro, affamati, che hanno deciso i andarsi a riprendere il cibo a forza.

Ne è scattata una maxi rissa sedata solo dall’intervento di Volanti, carabinieri e della pattuglia dei Lagunari chiamata dal prefetto proprio per monitorare il centro di accoglienza tra Treviso e Casier.

Violenza sotto gli occhi di automobiisti in transito e residenti che alla fine hanno richiesto l’intervento anche di un’ambulanza del Suem 118 chiamata per soccorrere un richiedente asilo che presentava una profonda ferita al polso.

La calma è ritornata solo a tarda mattinata, con la regolare consegna del cibo agli ospiti.

Pare che a scatenare le proteste del gruppo di Mogliano sia stata, oltre alla repentina chiusura del loro centro, anche la differenza di trattamento e di obblighi dalla situazione vissuta a Campocroce e le regole ferree imposte dalla prefettura alla Serena, con orari, limitazioni, registrazioni.

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Non è ancora chiara la natura della chiusura del centro moglianese che la cooperativa sociale Padovana aveva aperto approfittando della disponibilità dell’immobile residenziale appartenente al fallimento della Cooperativa Sociale Selene, in liquidazione coatta dal maggio 2014. Una serie di edifici lungo via Zero Branco che presentavano anche varie mancanze dal punto di vista catastale e autorizzativo. Pare che l’affitto fosse in scadenza. A spingere per una diversa valorizzazione dell’immobile era però il procedimento in mano al curatore fallimentare che aveva provato a vendere più volte, l’ultima lo scorso 21 luglio.



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