GIUDICE APPLICA SHARIA A RAVENNA: CONDANNATA PER STRISCIONE SU LEPANTO DAVANTI MOSCHEA



“Lepanto ce l’ha insegnato, l’Islam va fermato”

RAVENNA – Una condanna a due mesi, pena sospesa, per Desideria Raggi, responsabile provinciale di Forza Nuova, per aver appeso uno striscione che riportava un fatto storico (la battaglia di Lepanto) davanti la moschea di Ravenna. In pratica il giudice locale si è trasformato in ayatollah applicando la Sharia in terra romagnola. Non si può spiegare in altro modo la condanna per il fatto avvenuto nel 2013, e subito rivendicato dal movimento nazionalista.

“Ove l’allarme terrorismo dovrebbe avere precedenza assoluta, in una città dove già 7 ‘foreign fighters’ son partiti e arruolati nell’Isis, ove si spalancano le porte ad una selvaggia immigrazione clandestina atta ad un becero business e alla sostituzione etnica, la repressione contro i nazionalisti è all’ordine del giorno”, denuncia FN.

“Una condanna che equivale ad una medaglia al valore per la perenne difesa della Patria e del suo Popolo – dichiara Desideria Raggi – attendiamo curiosi la sentenza motivata del giudice Galanti“.

La motivazione: non si possono appendere striscioni ‘provocatori’ davanti alle moschee. La Sharia è arrivata nei tribunali italiani. Vergogna.

Sarà il potere dei rolex. Lo stesso che ha sedotto il sindaco piddino di Ravenna, qui tutto eccitato all’inaugurazione della moschea con l’inviato dello Stato terrorista del Qatar:

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Del resto il sindaco Fabrizio Matteucci aveva definito lo striscione “un gesto sconsiderato, contrario alle regole della civile convivenza; un gesto che va nella direzione opposta a quel percorso di integrazione fra culture diverse che ha avuto nell’inaugurazione della nuova moschea, alla presenza di tutte le autorità pubbliche, un momento significativo. I rappresentanti della comunità musulmana mi hanno ringraziato e assicurato che la loro risposta a questo gesto vigliacco si concretizza in un raccordo positivo e collaborativo con le istituzioni e le autorità di pubblica sicurezza”.“

Poi ha guardato l’ora. Ed è rimasto molto soddisfatto.



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