IMMIGRATI FUORI CONTROLLO, BOOM DI DONNE ITALIANE VIOLENTATE – VIDEO



Le nuova marocchinate. Gli stranieri attualmente presenti in Italia sono più o meno il 9% della popolazione.
I detenuti stranieri attualmente in carcere sono ormai quasi il 40%. Se considerate che nel 1991 gli stranieri detenuti erano solo il 15% del totale, noterete un balzo in avanti che va, comunque, di pari passo con l’aumento della popolazione straniera in Italia. Ci saremmo dovuti aspettare un 9% di detenuti stranieri nelle carceri, stando alla percentuale di presenze, ma ne abbiamo una percentuale tre volte tanto. E tra questi il 56% dei detenuti stranieri è costituito da persone provenienti da sole 4 nazioni: Romeni (tra cui anche Rom di nazionalità romena), Marocchini, Albanesi e Tunisini.

Tuttavia il dato dei detenuti in carcere potrebbe falsare la realtà, in quanto legato alla minore capacità di difesa degli immigrati durante il processo, al tipo di reati prevalentemente da loro commessi (che prevede in misura maggiore il carcere) e alla minore capacità-possibilità di accedere alle misure alternative al carcere sia prima che a seguito della condanna (ad esempio abitazioni non idonee o non esistenti e quindi impossibilità ad avere i domiciliari o altre misure alternative al carcere). Insomma, a parità di reato, è sicuramente più facile che uno Straniero vada in prigione rispetto ad un Italiano.
Ma diversa è la vicenda se osserviamo il numero di imputati, cioè coloro che le Forze dell’Ordine hanno denunciato per avere commesso un qualsiasi reato in Italia. In questo caso le possibilità di commettere reati e di essere “beccati” dalle Forze dell’Ordine sono praticamente uguali tra italiani e stranieri. Il dato è, insomma, assai più democratico. Orbene se nel 1990 gli stranieri rappresentavano il 2,5% degli imputati in Italia, nel 2009 erano il 24%, a fronte di una loro presenza in Italia di circa il 7%. Il trend tende però a peggiorare: i dati più recenti raccolti nell’ultimo dossier Idos (Dossier statistico immigrazione) raccontano che nel 2012, su un totale di 933.895 denunce, 642.992 erano a carico di cittadini italiani, 290.903 di stranieri. La criminalità straniera, secondo questo dossier, raggiunge in sostanza il 31% del totale, che scende al 27,% se escludiamo chi ha violato le leggi sull’immigrazione. Con un dato che si mantiene ancora 3 volte superiore rispetto alla loro percentuale!

A questo si aggiungano gli sconvolgenti risultati recentemente pubblicati dal Censis secondo il quale gli stranieri occupano una grossissima fetta del “mercato” dei furti in abitazione. Infatti nell’ultimo anno tra i denunciati a piede libero, per furti e rapine in appartamento, gli stranieri sono il 54,2% (8.627 persone) e tra gli arrestati il 62% del totale (4.112, il 31,4% in più solo nell’ultimo anno). Facendo una media tra denunciati e arrestati il 58% dei furti e rapine in abitazione nel nostro paese sono compiuti da stranieri, con una percentuale più di 6 volte superiore rispetto a quello che ci aspetteremmo!

Nel 2009 il Viminale diffuse dei dati allarmanti su di un crimine particolarmente abbietto e schifoso. Durante una tavola rotonda sulla violenza sulle donne, il Ministero dell’Interno dichiarò che nel Belpaese, 6 stupri su 10 erano commessi da Italiani (il 60,9% per l’esattezza), mentre gli altri 4 da stranieri. Cioè uno stupro su quattro commesso da stranieri che nel 2009 non erano certamente il 40% della popolazione italiana, ma appena il 6%. Con un tasso 7 volte più alto. Tale percentuale è rimasta praticamente invariata anche nel 2012, con 4.412 stupri denunciati nell’anno, di cui 1776 commessi da stranieri (ancora fonte Centro Studi e ricerche Idos).

Non c’è dubbio che il contesto di emarginazione, a volte di esclusione sociale, e la povertà, in cui vivono molti migranti rende più facile cadere tra i tentacoli del crimine, che può diventare anche uno strumento per arrivare a fine mese (certamente con l’esclusione degli stupri).

Ma a coloro che sono vittime di questi crimini, vittime italiane o straniere che siano, non sarà facile spiegare tale semplice equazione sociologica! Resta solo la paura. Un timore che come vedete non è del tutto infondata, anche se talvolta esagerata o mediaticamente “pompata”

Il quadro che abbiamo delineato ci sembra abbastanza complesso e necessita di profonda riflessione da parte degli organi competenti! Una riflessione urgente. La polizia fa quello che può, con tutti i criminali, a prescindere dalla loro provenienza.


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