Gilles Kepel, esperto di Islam: «Italia è diventata la discarica di tutta l’Africa»



«L’Italia non può accogliere le navi straniere colme di migranti, come del resto non può diventare la discarica delle masse di persone che arrivano dall’Africa e dal Medio Oriente mentre l’Europa non fa nulla per aiutarla».

A parlare è Gilles Kepel, celebre politologo francese, noto per i suoi studi sull’estremismo islamico, durante una serie di lezioni che sta tenendo all’Università di Lugano.

«Credo che nei confronti della questione migranti l’Europa stia conducendo una politica assolutamente irresponsabile. L’Italia non può diventare uno spazio grigio dove arrivano i migranti senza alcun controllo e senza alcun coordinamento con gli altri partner di Bruxelles. Si rischia in questo modo di destabilizzare l’Italia in vista degli importanti appuntamenti elettorali dei prossimi mesi. E la questione migranti rischia di spostare il vostro elettorato verso le destre nazionaliste e il Movimento 5 Stelle. È tempo che le istituzioni europee smettano di disperdersi nei rivoli burocratici infiniti dei loro meccanismi interni e assumano finalmente le loro responsabilità nei confronti di questi giganteschi ed epocali movimenti di popolazioni che premono alle nostre coste meridionali. Il tema sarà sempre più esistenziale per l’unità europea. Occorre darci criteri di accoglienza e di divisioni dei compiti. Senza questo l’Italia diventerà sempre più una zona anarchica di accoglienza. La Germania continuerà a scegliere a suo piacimento gli elementi migliori tra i migranti. La Francia sempre più sarà costretta a ricevere i migranti che la Germania espelle. Mentre i Paesi dell’Est europeo continueranno a rifiutarli tout court».

E da quando, la cura è il male?

Ma lei crede che le Ong abbiano davvero legittimità per andare a raccogliere i migranti al largo della Libia per portarli in Italia?

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«No, non lo credo affatto. Non è compito delle Ong andare a raccogliere i migranti per portarli in Europa. Certo, a prima vista, è giusto e bello andare a salvare dal mare le masse di poveri in arrivo dall’Africa e dal Medio Oriente. È umanitariamente comprensibile, è giusto dar loro un pasto caldo, vestiti, le prime cure mediche, un passaggio verso i porti della Penisola. Però ci si deve rendere anche conto che per queste persone i problemi cominciano dopo lo sbarco. Ma soprattutto il problema è molto più complesso ed è compito degli Stati, in particolare dell’Unione Europea a Bruxelles, di decidere sulle politiche migratorie verso i nostri Paesi. Inoltre l’operato delle Ong indirettamente rinforza e aiuta l’attività dei trafficanti di esseri umani e i criminali in combutta con le milizie in Libia. Occorre comprendere che non è compito delle singole Ong andare a prendere i migranti in mare ma piuttosto aiutarli in Europa».

Non è ‘bello’, è da dementi. Non è giusto sfamare chi paga migliaia di euro per venire qui a spacciare e a fare la bella vita: è da collaborazionisti.

«In Francia sta crescendo una nuova emergenza per il fatto che negli ultimi mesi siamo costretti a ricevere masse di migranti espulse dalla Germania. Lo si vede tra i nuovi campi di tende e caravan cresciuti a nord di Parigi, attorno all’aeroporto Charles de Gaulle e ai nostri confini orientali. Persino la tristemente celebre “giungla” di Calais, che era stata smantellata di recente dalla polizia, è tornata a nuova vita. Non posso che tornare a ripetere che il problema va risolto assieme a livello di istituzioni europee. Nessun Paese da solo nell’Unione può farcela senza gli altri. In particolare i massimi responsabili di Germania, Italia e Francia devono riunirsi al più presto ed elaborare politiche comuni».



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