Lo Ius Soli è morto, ecco perché non c’è più tempo per approvarlo



Ora vi spieghiamo perché, a meno di altamente improbabili e clamorosi colpi di scena, la famigerata legge sullo Ius Soli è, non solo rimandata, ma morta e sepolta. Almeno per questa legislatura.

Poche ore fa Gentiloni ha ufficialmente rimandato la discussione della legge, perché non ci sono voti al Senato per approvarla, nemmeno con la fiducia. Ma averla rimandata a settembre significa che non solo non ci sono i voti, ma nemmeno più il tempo per approvarla.

Le elezioni sono previste ormai nella prossima primavera. Al più tardi ad aprile. Le Camere vengono sciolte almeno un mese e mezzo prima. Quindi rimangono solo 8 mesi di legislatura. Ma attenzione, tolte le vacanze estive e di Natale i mesi rimanenti di legislatura sono in realtà cinque.

Ma il tempo effettivo dei lavori è di molto inferiore. Le camere lavorano tre giorni a settimana in aula (il resto avviene nelle commissioni). Poi ci sono 15 giorni riservati alla legge di bilancio.

Siamo così a 45 giorni all’alba. Giorni che però devono bastare ad approvare anche la nuova legge elettorale. Procedura impellente ma di certo non semplice. Quindi, ad occhio, hanno meno di un mese di lavoro effettivo per approvare la bastardata dello ius soli. Ma da settembre in poi non potranno usare la fiducia come arma di minaccia, visto che ormai la finestra elettorale si sarà chiusa e quindi i senatori non dovranno temere la perdita anticipata della poltrona. E senza fiducia, le migliaia di emendamenti di Calderoli bloccheranno tutto per settimane.

Alla fine, oltre la grande mobilitazione di tante forze populiste e identitarie dentro e fuori il parlamento, probabilmente è proprio l’abilità parlamentare del leghista che dovremo ringraziare. E’ lui che ha bloccato la legge in commissione per due anni. Ora mancano solo 30 giorni. Non devono passare.



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