RAGAZZINA STUPRATA A PARMA, CONDANNATI I 4 ANTIFASCISTI



La violenza carnale, brutale, perpetrata a turno da quelli che pensava fossero suoi “compagni”. Poi, una volta che la storia è emersa, le minacce antifasciste nei confronti della ragazza per “convincerla” a fornire una versione di comodo.

La ragazza aveva solo 18 anni quando, 7 anni fa, venne abusata a ripetizione al termine di una serata presso la sede della Rete Antifascista Parmigiana. Non una parola dopo i fatti, troppo pesante il ricordo di quell’orribile notte.

Ci hanno dovuto pensare i Carabinieri del Nucleo investigativo, che cinque anni dopo (e arriviamo al 2015) quasi incidentalmente sono venuti a conoscenza della vicenda e ne hanno ricostruito i contorni. Con molta fatica.
Solo grazie ad un video registrato con un vecchio Nokia che ritrae la giovane come un oggetto alla mercé dei tre aguzzini.

Poi le intimidazioni provano a isolare la ragazza per farla ritrattare. L’assalto però non riesce e così, oltre agli autori dello stupro, finiscono indagate altre quattro persone, tutti giovanissimi. Antifascisti senza il Fascismo.

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Ieri sera la sentenza di primo grado, con condanne pesantissime: 4 anni e 8 mesi ai due antifascisti parmigiani Francesco Concari e Francesco Cavalca, 4 anni al romano Valerio Pucci, che dovranno inoltre risarcire la ragazza con 21mila euro.

Condanne lievi. Simili a quelle comminate ai ragazzi di Stormfront per idee espresse su un forum. Ma si sa, anche lo stupro è più lieve se a commetterlo è qualcuno dalla ‘parte giusta’.

Chi scrive, da libertario, durante il Fascismo, sarebbe probabilmente stato antifascista per poi, forse, finire a Salò, anche fosse solo per questione di onore e rivalsa. Ma chi oggi è ‘antifascista senza fascismo’, è solo una macchietta.



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