Fiano ha le ciglia antisemite, Renzi cerca la rissa



E’ ormai evidente che Renzi e le frattaglia piddine, alla frutta, stiano tentando, in tutti i modi, di buttarla in rissa.

Prima ha tentato di accapigliarsi con la Commissione UE e Frontex. Ma purtroppo per lui hanno tirato fuori il documento firmato nel quale approvava tutti gli sbarchi di clandestini in Italia. Poi hanno odorato il fantasma fascista, un evergreen dei cazzari piddini, quando non sanno che pesci prendere.

Oggi, il non plus ultra. L’antisemitismo. Che starnazzato da chi odia Israele e finanzia il terrorismo palestinese attraverso gli ‘aiuti allo sviluppo’ suona un tantino bizzarro. Come Renzi, del resto.

La notizia come riportata dai vari media:

“Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione”.
E sotto la fotografia di Emanuele Fiano, parlamentare del Partito democratico autore della proposta di legge contro l’apologia di fascismo. Autore del post è Massimo Corsaro, deputato del gruppo di Fitto. “Si io sono circonciso ed ebreo – replica l’esponente dem – orgogliosamente”. Il Pd è subito sceso in campo per stigmatizzare il post, con il segretario Matteo Renzi che ne chiede immediatamente le dimissioni. “Chi insulta Fiano per la sua religione, insulta ciascuno di noi – ha twittato – Corsaro si dimetta, se sa cos’è la dignità”.

Qualsiasi normodotato, quindi non Renzi e tantomeno Fiano, comprende l’intento offensivo di Corsaro, che è evidentemente personale: visto che Fiano è Ebreo sarà circonciso, attribuendo alle ciglia la copertura, si evidenzia chiaramente il volerlo indicare come una testa di Renzi. Nessun antisemitismo, semmai una ironica volgarità. Non proprio in stile.

Di Fiano c’è da dire una cosa. Tende ad utilizzare il suo essere Ebreo come un paravento che lo protegga dalle meritate critiche, viste le sue deliranti posizioni politiche e il suo non eccelso intelletto. Del resto un Ebreo di oggi che non comprende il pericolo islamico imminente, come ormai ha invece compreso la maggioranza, non può che essere ridicolizzato. Non perché Ebreo, ma perché incapace di intendere e di volere.

Corsaro si difende così:

Nessun intento antisemita nel post pubblicato su facebook contro Emanuele Fiano

Anzi, chi ha sollevato la polemica lo ha fatto in maniera strumentale. Massimo Corsaro, al centro di una dura polemica dopo un post su Facebook, spiega all’agenzia Agi il significato delle proprie parole. L’obiettivo del post era proprio il parlamentare del Pd a cui, spiega l’esponente del gruppo di Fitto, “usando una sua fotografia, volevo dargli del ‘testa di cazzo'”.

“Sono tristemente dispiaciuto, benché non sorpreso, che sia nata la solita orchestrata speculazione riguardo il mio post sul collega Fiano”. Ai microfoni dell’Agi Corsaro, parlamentare di Direzione Italia, si difende dalle accuse: “È fin troppo ovvio che nella mia battuta, certamente, e volutamente, indigesta ai sacerdoti del politicamente corretto… non vi è e non vi può essere alcuna forma né volontà di antisemitismo, o peggio ancora di coinvolgimento della comunità ebraica in un attacco esclusivo, circoscritto alla figura del deputato piddino che – lui sì – maggiore rispetto dovrebbe portare alla storia da cui proviene, evitando di immiserirla in quotidiane speculazioni a uso personale”. “E se per davvero qualcuno, in buona fede, ha frainteso la mia espressione, solo verso quel qualcuno mi scuso”.

Corsaro di di aver “piuttosto inteso, con un linguaggio ‘forte’ come – purtroppo o per fortuna – si usa sui social, ed usando una sua fotografia, dargli del ‘testa di cazzo'”. E rilancia: “Alzi la mano chi non l’ha mai pensato di nessuno”. “Ed io lo penso di Fiano, di cui ricordo l’impegno ad impedire che a Milano ogni anno migliaia di giovani si incontrino per commemorare la figura di un diciassettenne, Sergio Ramelli, che adulto non è mai diventato perché suoi sodali politici d’un triste passato gli strapparono la vita a suon di colpi di chiave inglese sulla testa”. “Questo, e nessun altro, il mio intendimento – conclude – alla sinistra che rivolta la frittata per celare gli effetti del suo fallimento culturale, appuntamento nelle sedi politiche per argomentati confronti”.

L’intento dei piddini di usare gli Ebrei come clava politica ogni volta che fa loro comodo, dovrebbe irritarli. Anzi, disgustarli.



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