Parroco si vuole fare il sagrestano: “Cercherò tra i profughi”



La popolazione rinsavisce, si accultura, comprende. E questo per dipendenti di Bergoglio non è certo un bene, urge l’importazione di individui ignoranti dal basso quoziente intellettivo che riempiano se non le chiese, almeno le sagrestie. Dietro molto del fanatismo vaticano sull’immigrazione, c’è infatti anche il bisogno della servitù.

Capiteli, un tempo c’era la perpetua e il sagrestano che lavoravano, soprattutto, in cambio della Fede. Oggi se la sono venduta, e dovrebbero pagarli il giusto.

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COLLE SANTA LUCIA – «AAA cercasi sagrestano disperatamente». Questo il senso degli accorati appelli del parroco di Colle Santa Lucia, parafrasando il titolo del film del 1985 con Madonna nelle vesti di Susan. Padre Giampietro Pellegrini, recentemente destinato ai parrocchiani di Colle, non si arrende di fronte al fatto che la piccola comunità religiosa dal 30 giugno è senza sagrestano. E così ha affisso un comunicato sulla bacheca esterna della casa canonica di Colle ricordando che «se non si troverà qualcuno in paese si chiederà aiuto a qualcuno meno fortunato», con tanto di foto di un africano.

Quasi una minaccia: o mi servite o faccio arrivare un ‘profugo’. Se gratti, dietro la carità c’è sempre altro.



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