Rimini, 53 milioni di euro per vacanze profughi in hotel



RIMINI – La prefettura ha recentemente pubblicato un nuovo bando, aperto ai soggetti interessati a gestire il servizio d’accoglienza dei migranti, con la richiesta di ben 1.250 posti disponibili suddivisi in quote per ciascuna area della provincia riminese (284 per l’area nord, 423 per l’area sud e 543 per il capoluogo, ovvero il comune di Rimini).

Un affare da oltre 53 milioni di euro che ha visto sollevare immediatamente le proteste del movimento politico Forza Nuova e del suo leader locale Mirco Ottaviani, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative riminesi.

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“Oltre 53 milioni di euro per 24 mesi di villeggiatura nel riminese per 1250 clandestini quando per i nostri concittadini indigenti non vi sono mai fondi reperibili; quanti nostri connazionali in difficoltà si sarebbero potuti aiutare con questi soldi?” – tuona il responsabile – “Un giro d’affari milionario per cooperative e finte associazioni caritatevoli che si andranno a dividere il malloppo, uno schiaffo alla dignità di migliaia di onesti cittadini riminesi che prima o poi verrà restituito con gli interessi.”
“Non possiamo tollerare che la nostra provincia diventi terra d’Africa, in mano a balordi incontrollati, mantenuti a nostre spese nei vari hotel e destinati ad ingrassare le tasche di albergatori senza scrupoli e cooperative in odore di malavita organizzata” – incalza ancora Ottaviani evidenziando come “Ora i soggetti convenzionati non sono più solamente cooperative sociali e enti no profit del riminese, ma di recente si sono inseriti anche enti profit come la società Immedia srl, confermando che si tratta di un vero e proprio affare economico.”

“Di fronte al crescente degrado e ai continui episodi di criminalità sul territorio riminese che vedono coinvolti proprio i presunti profughi” – conclude dunque Ottaviani – “ci faremo carico della protesta dei cittadini riminesi, che invitiamo sin da ora senza indugi a scendere in strada con noi per difendere centimetro per centimetro, e con ogni mezzo, il nostro territorio, da quella che è diventata una vera e propria invasione strutturata, pianificata e soprattutto intenzionale.”


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