DILAGA RIVOLTA: CITTADINI SPRANGANO CONDOMINIO E CACCIANO I PROFUGHI



Un intero condominio si ribella all’arrivo di nuovi profughi. Una protesta che si consuma nel cuore della notte tanto che per calmare gli animi sono dovuti intervenire i carabinieri e il neo sindaco Pasquale Mazza.

Un alloggio senza agibilità destinato ai soliti fancazzisti spacciati per profughi. È quanto ha scatenato la reazione degli abitanti di Castellamonte che l’altra sera, in via Buffa, sono scesi in strada per bloccare l’arrivo del solito gruppo di coloni gestiti dalla solita cooperativa vicina al PD di Torino, destinati all’ultimo piano di una palazzina a due passi dal centro storico.

E’ la rivolta che dilaga in tutta Italia contro l’accoglienza forzata dei coloni africani.

Oggi a Castellamonte ci sono 165 ‘profughi’. «Abbiamo meno di 10 mila residenti – sottolineano i castellamontesi – che ne è stato della media di tre migranti ogni mille abitanti?». La stessa domanda che si sono posti i condomini del civico 5 di via Giacomo Buffa quando, lunedì, poco prima di mezzanotte, hanno visto scendere dalle auto quattro o cinque profughi, insieme ai responsabili della cooperativa. A quel punto, in una decina, sono scesi in strada, hanno chiamato i carabinieri e il sindaco Pasquale Mazza.

«Accesso al condominio bloccato», hanno detto. Ne è nata una sorta di trattativa con il proprietario di casa (l’affarista e collaborazionista che ha messo a disposizione l’alloggio per il progetto di sostituzione etnica) e i responsabili della cooperativa. Trattativa che si è conclusa solo ieri mattina, quando la prefettura, interpellata dal Comune, ha confermato: «Il trasferimento dei profughi è sospeso». Le barricate funzionano, il governo abusivo comprende solo l’uso della ‘violenza’.

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«Quell’alloggio non ha l’agibilità e c’è un procedimento in corso alla procura di Ivrea – denunciano i residenti che hanno raccolto subito centinaia di firme anche tra gli abitanti delle palazzine vicine – non sappiamo quanti extracomunitari dovrà ospitare e se ci sono le condizioni minime di sicurezza». Per questo, nella petizione, viene richiesto un sopralluogo urgente da parte dell’ufficio tecnico del Comune. Anche perché, secondo voci comunque non confermate, l’alloggio (di 118 metri quadri) avrebbe dovuto ospitare una dozzina di persone. Ai residenti, inoltre, non è andato giù il trasferimento senza preavviso e per giunta di notte. «Ci sono delle leggi da rispettare. E questo vale anche per chi si occupa di profughi». Un caso analogo, sempre in Canavese, si era verificato l’anno scorso a Nava, frazione di Cuorgnè: 30 migranti bloccati in extremis dalla presa di posizione dei 50 residenti e del Comune.

La rivolta in strada contro l’arrivo di altri coloni non sorprende il sindaco Pasquale Mazza, in quota Pd, eletto lo scorso 11 giugno: «Non è una questione di razzismo ma la situazione è diventata insostenibile. Una città come la nostra, visti gli oltre 160 migranti che ospita, ha già dato in termini di accoglienza. Per questo abbiamo chiesto un incontro al prefetto. Prima ancora dell’episodio dell’altra sera».

Ci stanno colonizzando. La rivolta è l’unica opzione possibile.



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