Raggi sfratta bimbe italiane ma incontra Bengalese: “Subito casa popolare”

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Qualcuno ci deve spiegare perché – ma lo deve fare su basi logiche – un bengalese deve avere una casa popolare a Roma. Le case popolari costruite nei decenni dai sacrifici dei nostri bisnonni e nonni. E’ vergognoso. Naturale che poi la protesta di chi si vede scavalcato dall’ultimo venuto sfoci, poi, in violenza. Provate voi a farvi dare una casa popolare in Bangladesh.

Tutto ciò non interessa a Virginia Raggi, che ancora deve decidere se essere il sindaco dei romani o degli immigrati, e ha incontrato Howlader Dulal,52enne aggredito a Tor Bella Monaca durante la visita ad una casa popolare a lui assegnata: doveva verificare fosse di suo gradimento.

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Il Comune di Roma, lo stesso che sfratta bambine italiane disabili e con tumori agli occhi, è infatti al lavoro per individuare una nuova sistemazione abitativa per il bengalese. E’ quanto ha annunciato in una una nota il Campidoglio dopo l’incontro che la ‘vittima’ dell’aggressione ha avuto con Virginia Raggi.

All’incontro, oltre al legale di Dulal, l’avvocato Paolo Palma, hanno partecipato anche l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, l’amica degli zingari Laura Baldassarre e l’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Mazzillo. I rappredentati dell’Amministrazione capitolina ha ribadito piena vicinanza e solidarietà a Howlader Dulal.

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Nessuna solidarietà e vicinanza a Giulia e Maria. Nessuna vicinanza alla famiglia italiana che vive in roulotte davanti all’hotel per profughi di Roma nord.

La resistenza a quella che è una sostituzione etnica deve partire dal basso. A Raggi chiediamo cosa vuole essere, se il sindaco dei romani, che le pagano lo stipendio, o degli immigrati: in questo caso può sempre iscriversi al PD.

E non veniteci a dire che anche il ‘bengalese è romano perché vive a Roma’, altrimenti mettiamo mano alla pistola. Ovviamente in senso metaforico.




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