Albergatore ospita 14 profughi in hotel 4 stelle: incasserà 15 mila euro al mese



Ci risiamo con gli avvoltoi dell’accoglienza a caccia di soldi facili dei contribuenti.

«Nella vita serve un po’ di coraggio, e la volontà di voler capire e toccare le cose». Nicola Scolamacchia, presidente Confesercenti, ieri ha consegnato le chiavi di sette stanze dell’hotel Astra a quattordici dei diciannove fancazzisti africani arrivati in città. Lo chiama ‘coraggio’, questo affarista che vende la propria città in cambio di 35 euro.

Un gesto coraggioso, per usare le sue parole.
«L’eroismo è un’altra cosa. Tuttavia, dopo l’incontro con il prefetto Tortora di giovedì, ho inviato una lettera agli associati, indicando un’apertura della nostra categoria, su base volontaria e a fronte di regole chiare. A quel punto mi è parso logico fare da apripista, e adesso spero che altri miei colleghi facciano la stessa cosa».

Non si attenderà che scendano nella hall abbigliati da turisti…
«Mi consenta una battuta, dovrebbe vedere come fanno colazione certi americani, li dovrei rispedire in stanza a cambiarsi! (Scolamacchia ride, ndr). Non pretenderemo eleganza, ma non ci aspettiamo sciatteria. Il punto, comunque, non è questo».

Non crede, così, di voler identificare gli albergatori tra ‘buoni’ e ‘insensibili’?

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«Io non mi permetterò mai di giudicare chi non raccoglierà il mio invito, così come non l’ho fatto all’epoca del terremoto. Mi lasci dire che questo momento assomiglia a un secondo sisma. Anche nel 2012, tra i 50-60 ospiti del nostro albergo, ci sono stati senegalesi, nigeriani, marocchini. E comunque, adesso, ogni imprenditore è libero di fare la propria scelta. Ognuno, per usare un termine in voga, è padrone in casa sua. Anche di essere solidale».Con la garanzia, però, di essere pagato per l’accoglienza.
«Parliamo di 35 euro al giorno a persona, per pensione completa. Che diventano 32,5 euro considerando il ‘pocket money’ che spetta al migrante. Mi creda, chi parla di business, di fronte a queste cifre, è fuori strada».

Il solito affarista che vende il proprio business come ‘coraggio e solidarietà’. Pensano, queste teste poco pensanti a 4 stelle, di poter continuare a fare turismo di classe, in città che si trasformano in slum africani. Hanno la visione più corta della circonferenza cranica, per l’uovo di oggi, uccidono la gallina di domani. Ma almeno loro l’uomo lo prendono, i cittadini dei dintorni nemmeno quello.

Devono essere chiamati con il nome che meritano: traditori. Come traditori sono i prefetti mantenuti dai contribuenti in residenze lussuose per fare da agenti viaggio ai fancazzisti.

E’ evidente che l’invasione in atto non potrebbe andare avanti, se non ci fossero personaggi disprezzabili come questo Nicola Scolamacchia. Moderni Giuda.

ERRATA CORRIGE – Per alcuni minuti, a causa di un refuso, il titolo conteneva la cifra di ‘150’ invece di ’15’, ci scusiamo con i lettori.



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