Profughi assediano questura: “Vogliamo soldi, non cibo”



Sono tornati all’attacco per avere non cibo ma direttamente i soldi. Sono in Italia per questo, i ‘profughi’ africani in fuga dalla guerra in Siria.

Dopo la protesta in questura sono andati direttamente alla sede di una cooperativa, la Koinè. Ed ecco come l’episodio è raccontato sul sito della stessa cooperativa.

“Stamani un gruppo di rifugiati, ospiti nelle strutture di accoglienza gestite dalle cooperative sociali Koinè e Betadue, si è presentato nella sede di via Duccio da Buoninsegna ed ha avuto un confronto non solo con gli operatori addetti all’accoglienza ma anche con i presidenti delle due cooperative e con il Direttore di Koinè. Il tema è stato quello degli ultimi giorni: non generi alimentari ma denaro.

I rappresentanti delle cooperative hanno confermato che questa richiesta non poteva essere accolta perché nei bandi con i quali la Prefettura di Arezzo affida i servizi di accoglienza dei rifugiati, è indicato con assoluta chiarezza che i gestori del servizio devono provvedere ai pasti (colazione, pranzo e cena) per ogni giorno della settimana seguendo specifiche direttive anche sul menù che deve essere, ed è, conforme alle necessità alimentari. Ed hanno evidenziato, con i rifugiati, l’inderogabile decisione di rispettare le norme e quindi, come ha dichiarato la Prefetta Vaccaro, “niente denaro ma cibo”.

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I rifugiati hanno insistito con la loro tesi di poter disporre di denaro invece che di cibo e di fronte al diniego dei dirigenti delle cooperative, hanno annunciato che non avrebbero lasciato gli uffici di via Duccio da Buoninsegna fino a quando il Prefetto non avesse modificato le sue disposizioni.

Di questa richiesta e della discussione in atto è stata quindi informata la Prefettura che, ovviamente, non ha accolto la richiesta. Da qui l’arrivo delle pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. A quel punto, la delegazione di rifugiati ha deciso, dopo quasi tre ore di discussione, di lasciare la sede delle due cooperative”.



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