PROFUGO SPACCIATORE RECIDIVO FINISCE AI DOMICILIARI IN HOTEL

Droga, soldi, due cellulari e in casa, cioè nella stanza dell’albergo dove è ospitato a spese degli italiani, un bilancino di precisione per pesare con cura le dosi.

Un nigeriano di 29 anni, richiedente asilo, ha patteggiato ieri 23 giugno la pena di otto mesi. Il giudice Italo Ghitti, al termine del processo per direttissima, ha anche disposto gli arresti domiciliari. Nell’hotel dove lo ospitiamo!

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Non è questo l’unico caso di un profugo ospitato a Piacenza che viene coinvolto in episodi di spaccio. In Italia siamo ormai a migliaia di casi. L’uomo era già stato arrestato un mese fa dai carabinieri e accusato sempre di spaccio, ai Giardini Margherita. Ieri, invece, a mettergli le manette sono stati i poliziotti dei Nuclei prevenzione crimine che lo hanno fermato lungo il Facsal. In tasca, il nigeriano aveva la droga, il denaro e due telefonini. Il pm Giulio Massara ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’avvocato difensore del 29enne, Andrea Perini, e il processo si è concluso.



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