Africano sodomizza asino, proprietario esige matrimonio riparatore



Roadhouse, villaggio della provincia sudafricana di Limpopo, dove una volta vigeva l’Apartheid – separazione razziale – e oggi risplende l’arcobalemo multirazziale.

Dopo lo stupro dell’asino da parte di un abitante del villaggio, il proprietario dell’animale è irremovibile: insiste che l’uomo si prenda le sue ‘responsabilità’ e si pieghi ad un matrimonio di riparazione con l’asino – pare un maschio, ma di questi tempi non è un problema – che deve diventare sua moglie.

La questione è stata portata davanti alle autorità dopo che un residente locale è stato “trovato a violentare un asino”. Si ritiene che non sia la prima volta.

Il proprietario dell’asino esige ora che l’uomo prende l’asino come moglie. Purtroppo è finita proprio ieri la stagione dei gay pride, altrimenti De Magistris poteva usarlo – per cavalcare – durante la marcetta: “Quando sono andato da lui mi ha detto che era dispiaciuto, ma non sono soddisfatto, non è la prima volta che lo fa”.

Il presunto responsabile è stato convocato ma ha rifiutato di comparire in tribunale: “A causa dell’assenza dell’uomo abbiamo trasferito la questione al Consiglio Tribale Shigalo”, ha aggiunto il tribunale locale.

Il Segretario del Consiglio Tribale Shigalo, Thompson Ntlamu, ha confermato. “Abbiamo convocato l’uomo e lui dovrà rispondere alle accuse contro di lui”, ha detto.

Dai, per il prossimo gay pride a Roma potrete invitarlo. Forse con l’asino. Non siane specisti. Non giudicate. Love is love.



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