Norvegia vieta il burqa nelle scuole



L’idea che un paese europeo sia costretto a vietare il burqa nelle scuole, dà l’esatta idea della situazione drammatica in cui versiamo. Da cui si esce solo con una sollevazione popolare.

La Norvegia è in procinto di emanare una legge che vieta di indossare qualsiasi tipo di velo islamico che copra il volto negli asili, nelle scuole e nelle università. Secondo fonti del governo norvegese, la normativa è pronta per essere resa efficace e occorre limare alcuni dettagli per evitare d’incorrere in errori che possano inficiare, per via giudiziaria, la validità della legge. In caso di approvazione, la Norvegia sarebbe l’ultimo caso di Paese europeo che decide di creare una norma che vieti l’uso di burqa e niqab in determinati luoghi pubblici: una legge di particolare importanza per il Nord Europea dal momento che sarebbe il primo Stato della Scandinavia ad adottare questo tipo di regolamento.

Norvegia, via il burqa dalle scuole

Il governo norvegese, attualmente guidato da Erna Solberg e composto dal Partito Conservatore della Norvegia e dal Partito del Progresso, e che è in sostanza un governo di minoranza che deve riuscire a trovare l’accordo di altre forze politiche per attuare le riforme volute dall’esecutivo, spera di ottenere un largo consenso. In particolare, i conservatori si appellano al fatto che questa legge abbia come scopo fondamentale l’integrazione delle donne straniere, soprattutto delle giovani, nella società norvegese. In un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters, il ministro dell’Istruzione norvegese, Torbjoern Roe Isaksen, ha sostenuto come questa legge abbia il fine di tutelare la società norvegese e l’educazione che la scuola deve impartire: un’educazione che, a detta del ministro, passa anche attraverso la migliore forma di comunicazione possibile, fattore che non è raggiungibile con il volto coperto.

Per carità, vietare il velo è cosa buona e giusta. Ma come ormai diciamo da tempo, sono battaglie di retroguardia. Dobbiamo vietare gli islamici. L’islamico non si educa, si rimpatria.


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