Sesto San Giovanni: la più grande moschea del Nord abbatte il PD, sindaco dimezza i voti

La più grande moschea del Nord affossa il PD a Sesto San Giovanni, la Stalingrado lombarda alle porte di Milano. E’ questo uno dei risultati più interessanti delle elezioni comunali di ieri.

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Il sindaco uscente, Luigia Chittò, eletta nel 2012 con percentuali bulgare, si ferma stavolta appena al 30 per cento. Praticamente alla pari con il candidato del destra Di Stefano, al 26%, trainato dalla Lega che triplica i propri voti. Andranno al ballottaggio, con il terzo incomodo, un candidato indipendente di centro che si è fermato al 24%. Il che non promette bene per il ballottaggio islamico.

Il Partito Democratico vuole far “diventare Sesto la capitale italiana dell’integralismo islamico”, accusa Roberto Di Stefano, candidato sindaco del centrodestra. Giorni fa aveva denunciato che il candidato consigliere democratico, (un altro immigrato islamico!) Bilal Daaou, ha condiviso su Facebook “video del predicatore d’odio” Al Suwaidan e dimostrato di avere “posizioni vicine ai Fratelli Musulmani”, che sono espressione “di un islam estremista e dai pensieri molto preoccupanti”. Il che non è una novità, il PD ha anche un deputato che è un estremista islamico.

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Sesto è anche la città dove Amri ha scelto di andare a morire. La città della prossima “più grande moschea del Nord Italia” . Finanziata, come molte altre in Italia, dal fondo Qatar Charity. Il Qatar, che è uno stato terrorista anche per l’estremista Arabia Saudita, ma che in Italia gode di coperture in tutto l’arco politico, soprattutto nel PD. Soprattutto nel clan Renzi.

Non fa quindi sorridere il fatto che a Sesto la moschea venga finanziata da chi finanzia ISIS e Al Qaida.

Non solo: “Abdullah Tchina – denuncia Di Stefano attaccando l’imam dell’attuale e della futura moschea – ha infatti aderito, convintamente, alla ‘Costituente Islamica’”, un movimento che “ha l’obiettivo di far entrare nelle istituzioni rappresentanti di fede musulmana per portare avanti alcuni chiari programmi: centinaia di moschee in tutta Italia, la legalizzazione della poligamia, l’ora di religione islamica a scuola, un menù halal nelle scuole, l’8 per mille ai musulmani e l’approvazione di feste islamiche nel calendario”. Peraltro, nel comitato promotore di quello che è stato chiamato il primo “partito islamico d’Italia” compare anche Hazma Piccardo, noto alle cronache per aver detto che “La poligamia è un diritto””.

“Il Pd si rende complice delle proposte che questi soggetti portano avanti”, attacca Di Stefano. “Riepiloghiamo le ultime novità a Sesto – continua – il Pd ha candidato un esponente dei Giovani Musulmani che ha condiviso video di un predicatore d’odio e ha posizioni vicine ai Fratelli Musulmani, la moschea di Sesto sembra essere finanziata da un fondo qatariota che in passato ha sostenuto Al Qaeda, l’imam di Sesto ha invitato in Italia Al Suwaidan, negatore dell’Olocausto, antisemita e sostenitore della Jihad in Europa e ora scopriamo che chi gestisce la moschea di Sesto vuole poligamia e religione islamica a scuola. Il Sindaco Chittò vuole l’integralismo islamico a Sesto, ormai è ufficiale!”.



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