Lampedusa respinge sindaco dei clandestini, Nicolini terza



Il neo sindaco, Salvatore Martello: “Ora sull’accoglienza cambia tutto”.

Cocente sconfitta per Giusi Nicolini a Lampedusa e Linosa. Il sindaco uscente, membro della segreteria del Pd, si è candidata sotto le insegne di una lista civica ed è arrivata solo terza.

Secondo i dati parziali arrivati dall’isola di Lampedusa e Linosa è primo l’ex sindaco degli anni Novanta, Totò Martello, tallonato dal giovane candidato Filippo Mannino di idee grilline. A Lampedusa Totò Martello ha preso 150 voti, Filippo Mannino 130 voti, Giusi Nicolini 110 voti, mentre a Linosa Martello ha ottenuto 60 voti, Mannino 110 voti e Nicolini 30 voti. Angela Maraventano, sostenuta da Noi con Salvini, si è fermata al quarto posto.

La “sindaca”, evidentemente, non è riuscita a convincere i propri concittadini della bontà della sua linea “pro migranti” e così, i lampedusani, stanchi dei continui sbarchi (2 mila sbarchi negli ultimi due giorni), hanno bocciato il suo operato.

Ultima nota curiosa è stato il black out che, nel corso della notte, ha obbligato a sospendere le operazioni di scrutinio che sono riprese dopo circa venti minuti.

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E pensare che Nicolini piace tanto alla ‘gente che piace’. Tipico animale da compagnia per salottini radical chic. I padroni premiano sempre gli schiavi più servizievoli. Quelli che lavorano alacremente alla sostituzione dei popoli.

Quindi non sorprende che, pochi mesi dopo il Premio Houphouet-Boigny – uno dei premi che i globalisti danno a chi si impegna nella dissoluzione delle nazioni – la scafista ad honorem Giuseppina Nicolini sia stata espulsa da Lampedusa. Scrisse la giuria del premio nella motivazione: “Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità”. E per la sua ‘grande umanità’, gli elettori l’hanno cacciata.

In una società sana, scrivemmo il giorno del premio, le Nicolini verrebbero messe in carcere. Lampedusa, intanto, l’ha mandata a casa.


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