Lebbra a Savona, Sindaco: “Profugo non è contagioso”



Si è rapidamente diffusa tra le vie di Loano la notizia di un cosiddetto profugo ospite del Ceis di Loano affetto da Lebbra. Dopo la TBC, la scabbia, adesso a fare paura è anche questa temuta malattia purtroppo ancora presente nei paesi dai quali spesso provengono i profughi.Risultati immagini per lEbbra

Tranquillizza il sindaco Luigi Pignocca: “Purtroppo l’errore del Ceis è stato quello di non informarci subito, altrimenti avremmo potuto fornire immediatamente le dovute informazioni e le rassicurazioni ai cittadini. Non c’è a Loano alcun pericolo di contagio o di diffusione della malattia”.

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LEBBRA NEL MONDO

Spiega il sindaco: “Questo ragazzo di origini nigeriane presentava sul corpo delle cicatrici che potevano essere ricondotte alla malattia probabilmente contratta dall’uomo nel suo paese di origine e attualmente superata. Tuttavia are che la lebbra possa comportare degli effetti a lungo termine anche di carattere neurologico, per questo si è deciso di condurlo all’Ospedale San Martino per accertamenti legati alla sua salute personale”.

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Chiarisce e sottolinea il sindaco: “Nessun pericolo di infezione a Loano e l’uomo era stato già sottoposto al momento del suo arrivo a tutti gli accertamenti medici previsti dalla legge, è quindi in possesso di regolari certificati sanitari, andrà solo visitato per lui”. Ah beh, se lo dice il certificato…

E comunque, il bacillo di Hansen è l’agente responsabile della lebbra, penetra nell’organismo attraverso la cute o la mucosa delle vie aeree superiori, e il contagio avviene per contatto diretto con un soggetto ammalato. Tuttavia sono stati descritti casi in cui la malattia si è sviluppata dopo un breve soggiorno in Paesi con lebbra endemica, senza che dall’anamnesi risultasse il contatto con malati. Il periodo di incubazione è in genere di 3-5 anni, ma può essere anche più breve, o molto più lungo (fino a 30 anni).


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