Rina e Pierino, invalidi, sfrattati per fare posto ai profughi: ora vivono in auto



VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO (Padova) – Invalida, senza lavoro e senza una casa, da sei mesi vive in una vecchia auto, si lava nei bar e mangia ciò che le persone caritatevoli le offrono. Rina, 53 anni, separata da un marito che ha lasciato perché molto violento e che non le passa il mantenimento, quattro figli di cui una minore ospitata in una casa famiglia.

Fino a novembre la donna era ospite a Cadoneghe, a casa di Pierino Toninato, un ex artigiano di 64 anni. Ma l’abitazione era abusiva e il Comune, dopo una battaglia legale, l’ha sfrattato e l’anziano è andato a vivere su un furgone. E lei in una vecchia auto.

«Sono disperata», racconta la donna, «Sopravvivo con qualche lavoretto saltuario guadagnando qualche 10 euro ogni tanto. Tutto quello che ho è dentro quest’auto. Mi sono rivolta in Comune e ho chiesto aiuto all’assistente sociale. Ma abbiamo solo parlato e non sono mai stata aiutata concretamente. Dice che non ne ho diritto avendo la residenza da uno dei miei figli. Ho spiegato che quello è l’unico modo per poter avere le cure mediche. Vogliono che faccia l’Isee, ma per farlo vogliono il 730 di mio figlio, con il quale non intrattengo rapporti».

La domanda è: a chi sbarca, chiedete l’Isee? Tutto ciò che Rina chiede è un piccolo alloggio popolare e un lavoretto.

«Per la casa bisogna aspettare il bando, ma non mi dicono mai quando c’è e quando vado a chiedere mi dicono che è già scaduto», denuncia Rina, «Non ho mai chiesto soldi al Comune, vorrei solo sapere se ho diritto a una casa popolare e a un lavoro, anche di un paio d’ore. Ho fatto anche la badante ma l’uomo che accudivo è morto».

Nonostante la sua invalidità al 91% Rina non percepisce la pensione. Il mese scorso la donna si è rivolta a un avvocato, che ha scritto al Comune. «Sono stata anche rimproverata per essermi rivolta a un legale», afferma.

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La donna passa le giornata stando in auto o camminando, di notte cerca un luogo sicuro dove parcheggiare e dormire perché teme di essere aggredita da qualche balordo. Diciamo subito: di queste situazioni, poca responsabilità hanno i comuni, la responsabilità è del governo. Che mentre sbatte italiani sulla strada, nella stessa cittadina invia fancazzisti:

In arrivo a Villanova dieci migranti, in Italia da diverso tempo, verranno ospitati in due alloggi privati in via Cognaro a Murelle Vecchia. Ne ha dato notizia sul web il sindaco Cristian Bottaro, che ha già messo le mani avanti con la Prefettura di Padova: «Se non si comporteranno bene se ne dovranno andare». Bottaro è stato contattato dalla Prefettura mentre i proprietari degli alloggi, dati in affitto a una cooperativa, non vivono a Villanova e non si sono fatti vivi. «Mi rendo conto della complessità del tema e della condizione in cui versano queste persone» ha spiegato il sindaco, «tuttavia la nostra amministrazione non ha né i mezzi né le risorse per affrontare questo problema e non ha mai dato alcuna disponibilità di accoglienza nelle strutture comunali. Quanto ai contratti tra privati giuridicamente non abbiamo alcuna voce». Bottaro ha manifestato l’intenzione di incontrare migranti e cooperativa, alla quale ha già comunicato la disponibilità per lo svolgimento di lavori socialmente utili perché «il lavoro e la cultura sono alla base dell’integrazione». Non sono mancate le reazioni: gli abitanti di via Cognaro, soprattutto le donne, sono preoccupati. C’è chi ha approvato il comportamento del Comune e chi non ha gradito il tono deciso del sindaco. Qualcun altro lo ha contestato
apertamente: «Più di un anno e mezzo fa siete entrati in diretto contatto con il problema attraverso l’incontro organizzato dalla Provincia, ma da allora non vi siete mossi». C’è chi ricorda che «in piazza ce n’è già abbastanza di gente che non fa niente tutto il giorno».

A loro l’Isee non serve. Sono migranti africani, giovani e maschi, in fuga da guerre inesistenti. Ed è per ospitare loro, che lo Stato getta sulla strada Rina, Pierino e quelli come loro. Il prossimo potresti essere tu. Stato di merda che ci sta rubando la Patria.



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