Pakistan: ‘infedele’ condannato a morte per post su Facebook ‘islamofobo’



Un magistrato ha applicato la Sharia e ha condannato un ‘infedele’ a morte per la condivisione di contenuti blasfemi sull’Islam sui social media. Un po’ quello che in Europa ormai accade per chi condivide post contro l’invasione: loro hanno l’Islam, noi abbiamo la religione del Politicamente Corretto. Che spesso applica proprio la Sharia, come nel caso:

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Il giudice Shabir Ahmed ha annunciato la sentenza per 30 enne Taimore Raza questo sabato a Bahawalpur, una città nella provincia orientale del Punjab. Raza è stato arrestato l’anno scorso per il contenuto offensivo che avrebbe inviato su leader religiosi musulmani e mogli del profeta Maometto su Facebook. Probabilmente avrà osato riferire l’età di una delle mogli.

In base alle leggi sulla blasfemia del Pakistan, dove si applica la Sharia, legge islamica, chiunque sia accusato di aver insultato Allah, l’Islam o altre personalità religiose islamiche può essere condannato a morte.


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