GB, il vero vincitore è il partito nazionalista DUP



Le elezioni britanniche ci restituiscono un interessante futuro: la May, colpita dall’arroganza, ha vinto perdendo la maggioranza che aveva, nel tentativo di aumentarla. Per governare, sarà alla mercé di un piccolo partito di nazionalisti, il DUP nordirlandese che rappresenta gli interessi dei protestanti (britannici) in Nordirlanda. E’ un po’ come se De Gaulle avesse governato con l’OAS algerina. Le posizioni del DUP, Democratic Unionist Party, sono tipiche dei movimenti populisti europei, più ‘estreme’ di quelle di un Front National per intenderci. Sono contro i matrimoni gay e altre stupidaggini entropiche del genere.

Un altro aspetto interessante delle elezioni britanniche è notare quanto contino le aspettative: May ha vinto, pur perdendo la maggioranza per una manciata di seggi, ed è sconfitta; Corbyn, il quasi comunista duro e puro che ha finalmente restituito il partito laburista alle proprie origine popolari pre-blairiane, ha perso, ma avendo immaginato la catastrofe si comporta come se avesse vinto. Potenza delle aspettative.

La resistenza di Corbyn insegna comunque che la sinistra sopravvive solo se non tradisce le proprie origini popolari. Magari non vince, anzi perde, ma non sparisce come invece accaduto ai Socialisti francesi ormai espulsi da quel che resta delle fabbriche dai lepenisti.

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E poi c’è lo UKIP, che attende il ritorno di Farage. Dal 12 per cento di due anni fa, prima del voto Brexit, al 2 per cento di ieri. E’ mancata la trasformazione da movimento per ottenere Brexit ad un movimento populista e nazionalista tout court, e quindi, una volta ottenuto il risultato, gli elettori lo hanno de facto ‘sciolto’. Farage dovrà rifondarlo come movimento popolare e populista contro l’islamizzazione.



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