Un anno di sbarchi ci costa il doppio delle pensioni minime



 per il Sole24Ore analizza l’impatto degli immigrati sull’economia italiana, con un occhio di riguardo per quelli definiti profughi, ma non solo:

Arrivi in Italia: 505.378 unità (2014-2016)

I migranti che interessano direttamente l’Italia sono per lo più prodotti in Africa. Dei tre corridoi indicati dallo IOM quello mediterraneo centrale (che interessa la rotta Libia-Italia) è il più attivo. Dal gennaio 2014 a dicembre 2016 il ministero dell’interno traccia 505.378 migranti sbarcati in Italia. A questi si aggiungono quelli sbarcati sino a oggi (ultimo aggiornamento 24 maggio 2017 dello IOM) <di 50.267 unità (in pratica nei soli primi 5 mesi del 2017 in Italia sono già sbarcati il 10% del totale degli ultimi 3 anni). Nell’area mediterranea dall’inizio 2017 al 24 maggio sono arrivati 60mila migranti, la quasi totalità in Italia, con un trend di traffico in aumento rispetto allo stesso periodo anno 2016.

Se analizziamo il sito del ministero dell’Interno aggiornato notiamo che le richieste di asilo sono drasticamente aumentate negli ultimi anni. I maggiori richiedenti sono di origine africana, per lo più migranti economici.

Costo migranti per l’Italia nel 2017: 4,6 miliardi di euro

“L’impatto complessivo sul bilancio italiano della spesa per migranti, in termini di indebitamento netto e al netto dei contributi dell’Unione europea, è attualmente quantificato in 2,6 miliardi per il 2015, previsto pari a 3,3 miliardi per il 2016 e 3,8 per il 2017, in uno scenario costante, ossia in assenza di un ulteriore acuirsi della crisi. Tale stima tiene conto della spesa per l’accoglienza, per il soccorso in mare e per i riflessi immediati su sanità e istruzione. In particolare, il soccorso in mare vede impegnati oltre ai corpi militari, gli uomini e i mezzi delle Capitanerie di porto e della Guardia di finanza”, spiega il ministero dell’Economia.

Facciamo i conti della serva, in 3 anni abbiamo: 2,6 + 3,3 + 3,8 = 9,4 miliardi di euro. Il conteggio di 3,8 miliardi di euro, tuttavia, era una previsione. In data aprile 2017 il ministero rivede i conti e fa due previsioni di spesa (quindi non cifre definitive) già superiori.

Scenario “cauto” (costante) implica una spesa di 4,2 miliardi di euro per tutto il 2017.

Scenario di crescita (sulla base degli storici direi il più plausibile) 4,6 miliardi di euro. (fonte: pagina 45 del Programma di Stabilità).

Alcuni paragoni per dare l’idea delle cifre (usando la stima costante)

L’ultima finanziaria, quella approvata per il 2017, è di circa 27 miliardi. Allo stato attuale delle due stime (costante e in crescita) l’impatto negativo sul Pil sarà negativo: tra 0,25% e 0,27%.

Pensioni

1,9 miliardi di euro (nel 2017 per quattordicesime, pensioni basse e Ape) stanziate nella finanziaria vs 4,2 miliardi per migranti nel 2017 (l’industria dei migranti riceve oltre il doppio).

Piano Casa

4,5 miliardi per il piano casa vs 4,6 miliardi per i migranti (un po’ di meno per il piano casa che copre tutti i cittadini italiani interessati)

Dissesto idrogeologico

7 miliardi (ma in 7 anni, il che significa 1 miliardo l’anno) vs 4,6 miliardi per i migranti (all’industria dei migranti vanno oltre 4 volte tanto)

La società civile ci guadagna?

Secondo un’analisi approfondita del Fondo Monetario internazionale (pagina 8 del documento) i costi per l’asilo dei migranti hanno un impatto negativo dello 0,24% (dati del 2016) sul nostro Prodotto Interno Lordo (Pil).

Sul medio-lungo periodo il Fondo Monetario internazionale cita a pagina 14 un possibile calo del Pil superiore allo 0,40 %.

La Lady Pesc (la signora Mogherini, ex ministro degli esteri) suggerisce che le “economie europee hanno bisogno dei migranti”.

Non mi appare del tutto chiaro da dove provengano le fonti che suggeriscano alla Mogherini che essi siano una necessità. Sulla base dei dati IOM una buona parte dei migranti sono di origine umile. Molti con un livello di educazione poco adatto a integrarsi nella società civile europea che sempre più tende a valorizzare una occupazione post industriale.

La stessa Germania ha deciso una sorta di “selezione all’ingresso” solo per migranti adatti ad integrarsi, che possono portare un vero valore all’economia nazionale.

RIMESSE: 15.359.000.000 dollari

I migranti, se trovano lavoro in Italia, sembra che tendano a risparmiare. Ottimo per loro, discutibile per il benessere del sistema economico italiano. Le remittance sono i soldi che i migranti guadagnano qui, risparmiano e spediscono a casa (alle loro famiglie).

Il Pew riporta (al 31 agosto, anno 2016) una cifra di circa 15 miliardi di dollari usciti dall’Italia diretti in varie nazioni (la mappa dinamica che potete visualizzare qui indica le destinazioni). In pratica i migranti che lavorano sono degli ottimi risparmiatori, ma i loro risparmi (o una parte di essi) vanno a finanziare la crescita delle loro nazioni di origine.

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