L’UOMO CHE GESTISCE 40 CENTRI PROFUGHI DI LUSSO FINISCE SOTTO INCHIESTA



La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta con ipotesi di reato truffa allo Stato (contribuenti), su una quarantina di strutture della provincia di Brescia che ospitano richiedenti asilo. Si tratta di centri riconducibili ad uno stesso imprenditore, Angelo Scaroni, che nei mesi scorsi aveva anche collocato alcuni fancazzisti in un’ala di un ex resort di lusso a Desenzano del Garda (Brescia).

La bella vita dei profughi a bordo piscina nel resort di lusso – FOTO

Le strutture perquisite dai carabinieri su mandato del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ospitano al momento circa duecento profughi. Nell’elenco sono finite anche centri che sono risultati essere inesistenti ma che percepirebbero comunque fondi previsti dal Ministero dell’Interno. “Confermo di aver subito controlli, mi sento in regola anche se quando si lavora si può anche sbagliare” ha detto Scaroni. Non ci sono per ora persone iscritte nel registro degli indagati.

Scaroni faceva affari con il governo. Molti affari. Il PD aveva affittato questo resort quattro stelle lusso di Desenzano del Garda, per ospitare i sedicenti profughi.

Per i giovani maschi africani, una vacanza all’insegna del relax e del bel vivere, nella struttura scelta per loro dalla Prefettura di Brescia: prato tagliato all’inglese, bracieri accesi sulla terrazza con vista sul campo da golf, bionde turiste del nord europa rilassate nel patio e in piscina.

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Ma tranquilli. La responsabile, tal Maura, a chi protesta fa sapere: «Non so nemmeno se ci sia l’aria condizionata. A dire la verità i profughi proprio non escono».
«Con i famosi 35 euro noi forniamo il necessario per il loro mantenimento e loro stanno lì senza uscire, hanno una piccola area comune destinata a quelle due stanze».



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