TUBERCOLOSI TRA I PROFUGHI, SI INFETTA FAMIGLIA LOCALE: SINDACO CHIUDE SCUOLA MEDIA



«Tre immigrati malati di tubercolosi tra i richiedenti asilo alloggiati a San Potito Ultra». Lo conferma il Prefetto, Carlo Sessa, dopo le richieste di chiarezza da parte della popolazione, a seguito della chiusura della scuola media di Avellino, Leonardo Da Vinci, per un caso di tubercolosi che ha colpito un bambino di San Potito che la frequenta. Poi parlano di vaccini (che sono giusti, senza esagerare nel fanatismo), questi politici criminali al governo. E’ contro la loro idiozia che ci dovremmo vaccinare.

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La disposizione del Comune irpino dopo che un alunno di dodici anni del vicino centro di San Potito Ultra, che frequenta la scuola del capoluogo irpino, è stato portato in ospedale con i sintomi della malattia. Prima di lui, come riferisce Il Mattino, era stata la sorellina a essere ricoverata e poi dimessa dall’ospedale Santobono di Napoli con gli stessi sintomi e infine anche a loro padre era stata diagnosticata una forma di tubercolosi.

«Non voglio parlare di allarme tubercolosi. Stiamo continuando a monitorare i centri d’accoglienza. E il servizio sanitario può affrontare al meglio la situazione. Sul caso di San Potito le dico quanto appreso dal collega che si occupa dell’accoglienza. Fra gli ospiti del paese ci sarebbero tre infetti. Ma la situazione è sotto controllo». E’ sotto controllo, dice il prefetto. Si scopre che un’intera famiglia di un paesino infestato da profughi prende la Tubercolosi, e che questa è presente all’interno del centro profughi: ma è tutto sotto controllo.

Intanto, tutti gli alunni della scuola sono sotto profilassi. Dopo i fatti di ieri, comunque, molti si chiedono se si possa parlare di emergenza. Anche a causa degli altri sette casi di tubercolosi che si sono registrati nell’ultimo mese.

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