Le case sequestrate alla Mafia andranno ai finti profughi



Mettetela così, rimangono in ‘famiglia’. Dalla Mafia a Mafia Capitale. Centinaia di fancazzisti africani raccattati in Libia in arrivo e poche case per accoglierli. A Montecchio Emilia però, spunta un escamotage: saranno utilizzati tre alloggi di via Galileo Galilei sequestrati per mafia ai fratelli Vertinelli (come previsto dal decreto legislativo 159/2011 del Codice antimafia e delle misure di prevenzione). I due facoltosi imprenditori cutresi – considerati i cassieri delle cosche crotonesi – sono imputati nel processo Aemilia contro la ’ndrangheta, nel quale sono accusati di associazione mafiosa e reimpiego di denaro illecito. Da ‘ndrangheta a ‘ndrangheta. Cambia solo clan.

La carenza di alloggi per i sedicenti profughi è infatti la nuova emergenza che sta attraversando trasversalmente tutta la provincia di Reggio Emilia: giovani coppie di italiani? Anziani? No, i fancazzisti appena sbarcati. Proprio a Reggio Emilia, però, la complessa gestione dell’ingente patrimonio sequestrato in via preventiva ai fini della confisca a una parte dei 220 imputati del processo Aemilia – considerata a sua volta un’emergenza – può diventare un’opportunità per l’altra mafia, quella dell’accoglienza a spese degli italiani. Parliamo di sequestri per circa 300 milioni di euro, parte dei quali riguardano case, aziende, terreni e imprese in provincia di Reggio, che nel caso della confisca dovranno essere gestiti da un territorio che si sta già interrogando sulla destinazione di quei beni.

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L’esperienza che si sta testando a Montecchio potrebbe aprire la strada anche a Reggio, Brescello o Bibbiano, dove sono presenti decine di alloggi finiti sotto sequestro.


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