Profughi rifiutano volontariato: “Preferiscono bighellonare in paese”



Non chiedete ai richiedenti asilo di fare volontariato – in realtà a pagamento, visto che ricevono 35€ al giorno in vitto, alloggio assistenza e paghetta per gli stravizi – nell’attesa lo Stato italiano non riconosca loro lo status di rifugiati, visto che solo il 2,7 ne ha davvero ‘diritto’.

Un caso esemplare potrebbe essere quello di Gragnano Trebbiense (Piacenza). Qui i richiedenti asilo sono 24, su 4.600 abitanti. Sono arrivati “a sorpresa” nel 2015, grazie a una società privata che ha vinto una gara d’appalto per l’accoglienza indetta dalla Prefettura.

Il sindaco Patrizia Calza: “Ci siamo subito accorti che questi richiedenti asilo venivano alloggiati e sfamati, ma non veramente gestiti – ha raccontato – per questo ci siamo attivati. Non ci piace che ci siano persone che per mesi girino per il paese senza fare nulla, non sapendo come ammazzare il tempo. È indecoroso per chi deve accoglierli, ma anche per loro. Non sono dei pacchi da collocare in un posto e basta”. Così nell’agosto 2016 il Comune ha chiesto ai 24 rifugiati di firmare un patto di volontariato. Di quei 24 hanno risposto sì in 18, “gli altri hanno rifiutato ogni tipo di impegno”. E di questi 18, conclude il sindaco, “solo tre hanno garantito un lavoro continuativo e serio”.

Nemmeno il 10 per cento. E questo secondo un sindaco fanatico dell’accoglienza.



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