Moduli abitativi dei terremotati dirottati per ospitare profughi – VIDEO

ENNESIMO CASO – Mentre i terremotati si giocano i moduli abitativi alla lotteria, per i fancazzisti appena sbarcati dall’Africa, si agisce a tempo di record e si allestiscono piccoli villaggi africani dotati di ogni confort.
Il comune della Bassa era uno degli otto che fino a ora non ospitava profughi: intollerabile per il piano di colonizzazione africana.

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SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – I moduli abitativi sono stati allestiti dalla prefettura in via Magnanini, nella zona industriale di San Martino in Rio, uno degli otto comuni reggiani che al momento non accoglie nessun richiedente asilo. Le strutture ospitano 14 migranti, parte di un gruppo di una novantina di persone arrivate nella nostra provincia nelle ultime ore, scappate dalla miseria e dalla guerra nei loro paesi di origine. I container rappresentano una sistemazione di emergenza e non definitiva: mercoledì è scaduto il termine per la presentazione delle domande per il nuovo bando indetto dalla prefettura, relativo alla gestione dell’accoglienza.

“Il modello resta quello degli appartamenti”, ha detto a Tg Reggio il presidente della Provincia Giammaria Manghi. Attualmente, la nostra provincia dà accoglienza a 1.700 persone, per lo più concentrate nel comune capoluogo. Si prevede che alla fine del 2018 si arrivi a 2.300, anche se occorre considerare che con l’estate gli sbarchi tendono a intensificarsi. Il decreto Minniti che velocizza i tempi di risposta alle domande di asilo, potrebbe aiutare. “Però – ha aggiunto Manghi – occorre che anche gli otto comuni che al momento non rientrano nella rete di accoglienza, facciano la loro parte”.



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