Un 15enne portato dall’Albania e lasciato in questura: «Ora ti mantengono gli italiani»

E’ emerso in Tribunale uno dei metodi con cui i minori stranieri albanesi, vengono portati in Italia e abbandonati. O meglio: ‘affidati’ ai contribuenti italiani. I ragazzi albanesi erano aumentati in breve tempo e questo fatto aveva portato alla dura protesta dell’assessore al Welfare di Piacenza, Stefano Cugini, per la difficile gestione dei ragazzi e per gli alti costi che comportava l’accoglienza. In questo caso un 15enne era stato portato dallo zio dall’Albania e lasciato vicino alla questura.

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E’ cominciato questa mattina, davanti al giudice Italo Ghitti, pm Antonio Rubino, il processo nei confronti di un albanese, Ferit Bodurri, 56 anni, residente in città, accusato di abbandono di minore. Secondo le indagini della polizia, i due, nel luglio del 2015, partiti dal Paese delle aquile, erano sbarcato a Brindisi ed erano poi arrivati a Piacenza. L’uomo avrebbe allora accompagnato il nipote vicino alla questura e lo aveva lasciato lì, dicendogli di presentarsi alla polizia, di dire che non parlava italiano, che tanto poi lo avrebbero assistito e affidato ai Servizi sociali del Comune. Il racconto è venuto a galla dalle dichiarazioni di un funzionario della questura e dal responsabile dei Servizi sociali.

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Nel frattempo, la polizia aveva cominciato a indagare e aveva scoperto chi era lo zio, denunciandolo. Il ragazzo, preso in cura dal welfare del Comune, si era poi allontanato da Piacenza tornando in Albania: gli avevano detto che avrebbe dovuto frequentare la scuola dell’obbligo. La procura, con il pm Emilio Pisante, aveva proposto un decreto di condanna, ma il difensore dello zio, l’avvocato Jennifer Bertuzzi, del Foro di Brescia, si era opposto. Il processo è stato rinviato a dicembre. Con calma.



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