Milano: migrante devasta auto, poi irrompe nudo in scuola elementare



Prima ha vandalizzato le auto in sosta. Poi, in preda a un delirio ha cercato di scavalcare il cancello di una scuola di via Milano. Quindi, dopo essere stato respinto, è entrato nel cortile di una scuola elementare e, non contento, ha aggredito con calci e pugni i carabinieri che cercavano di fermarlo.

L’immigrato, poco dopo l’una, ha iniziato a prendere calci alcune macchine parcheggiate in strada. Quando è arrivato in via Milano, stando a quanto finora ricostruito dai carabinieri, ha cercato di entrare in una scuola scavalcando la recinzione, ma è stato respinto dalle insegnanti, che hanno subito dato l’allarme. In pochi attimi, però, il nordafricano è arrivato in via Togliatti, dove ha fatto “irruzione” nel cortile dell’istituto elementare, tra i bimbi e le maestre che erano all’esterno del plesso per la ricreazione.

Neanche la vista dei militari, arrivati poco dopo, ha ‘calmato’ il migrante che – a torso nudo – si è immediatamente scagliato contro gli uomini in divisa, colpendoli con calci e pugni.

“È stata dura. Ringrazio i carabinieri che nel primo pomeriggio hanno arrestato l’uomo, evidentemente alterato, che è entrato nella scuola di via Togliatti”, le prime parole del sindaco di Pioltello, Ivonne Cosciotti, uno dei sindaci dell’hinterland milanese che ha tradito gli elettori:

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“Ringrazio gli insegnanti che hanno tenuto i bambini tranquilli e tutti i genitori che hanno capito la situazione senza creare momenti di ulteriore criticità. Da mamma – ha ammesso -non posso sottovalutare la tensione e la paura che hanno provato genitori, insegnanti e ragazzi. Con i miei assessori ho fatto visita a tutti loro e idealmente so che la mia città li abbraccia con grande solidarietà”.

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“Sono giornate non facili, non ci tiriamo indietro e affrontiamo fatti come questi con la massima attenzione, serietà e fermezza. Chiedo assoluta maturità – l’invito della Cosciotti – nel commentare situazioni delicate e sensibili come quella che oggi stiamo vivendo. Usciamone – ha concluso – tutti insieme”. Si, tutti insieme, come dei pirla.



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