L’INVASIONE DEGLI INFETTI: MIGLIAIA CON LA SCABBIA SCARICATI IN QUESTE ORE, OSPEDALI STRACOLMI

CIRCA LA META’ DEI 5.000 (CINQUEMILA!) CLANDESTINI CHE LA FLOTTA DI TRAFFICANTI UMANITARIA STA SCARICANDO IN ITALIA IN QUESTE ORE, CIRCA LA META’ HA LA SCABBIA, CI SONO POI MOLTI CASI DI MALARIA E DIVERSI CASI DI TUBERCOLOSI CHE PERO’, INSIEME A MENINGITE ED EBOLA, E’ IMPOSSIBILE DA INDIVIDUARE AL MOMENTO DELLO SBARCO, COME HA IMPARATO SULLA PROPRIA PELLE UN POLIZIOTTO GENOVESE

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Su 167 sbarcati venerdì a Pozzallo tanto per citare un caso 97 hanno la scabbia. Tra i 560 vomitati a Vibo casi di malaria e almeno 150 casi di scabbia. Impossibile individuare a vista casi di Tubercolosi o Ebola. I pronto soccorso, già intasati, sono oberati dopo il trasporto degli immigrati post sbarco.

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«I pronto soccorso diventano una potenziale fucina di malattie dice un operatore sanitario (che per ovvi motivi vuole rimanere anonimo) – Anche se la scabbia non è una malattia grave, perché dovremmo rischiare il contagio? Siamo a rischio noi operatori e gli utenti». Si teme anche per alcune malattie che erano ormai debellate e che tornano a fare capolino come la tubercolosi, di cui si sono registrati diversi casi. Tutto questo, mentre il governo è sordo persino alla richiesta di un suo parlamentare, Nino Minardo, dell’area di Alfano, di un potenziamento dei controlli sanitari prima e dopo gli sbarchi. Il governo ha fatto spallucce all’invito formale a prestare più attenzione ai controlli sanitari per tutelare la salute di tutti, tanto nei porti all’arrivo degli immigrati non ci sta chi governa. E allora il deputato è tornato alla carica presentando una proposta di legge per l’istituzione di presidi sanitari specializzati soprattutto nei porti siciliani di Pozzallo e Augusta, fortemente utilizzati per gli approdi.

DIFFUSIONE TUBERCOLOSI

Viene evidenziato come degli immigrati «sotto il profilo sanitario non si conosce assolutamente nulla». Ecco perché istituire dei presidi specializzati da collegare alla rete ospedaliera della Regione perché «forniscano una prima valutazione sui rischi per la salute derivanti da eventuali diffusioni di malattie che possano compromettere la salute della cittadinanza. Non è un fenomeno da sottovalutare ma da seguire con la massima attenzione proprio per evitare l’eventuale diffondersi di malattie infettive».



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