Bergoglio scatenato: istituti religiosi diventano centri profughi, business si allarga

Non ci pagano l’Imu, ma le utilizzano per arrotondare l’incasso dell’8 per mille. La casa per ferie gestita dall’Istituto dei Fratelli di San Gabriele, sita in via Trionfale 12480, Roma Nord, al confine con la Cassia, è pronta a trasformarsi in un Cara. Come quello di Capo Rizzuto. Il Vaticano estende il business attraverso tutte le proprie protuberanze economiche: Misericordia, Caritas e istituti vari.

Si tratta di una struttura che dispone di 34 camere ma si estende su una superficie di 6mila metri quadri e potrebbe ospitare tranquillamente più di cento fancazzisti. È immersa nel verde, adiacente a un complesso residenziale di recente costruzione, il consorzio Case e Campi, costituito da 800 unità immobiliari e 2000 abitanti. Che così imparano ad avere investito sul futuro proprio e delle proprie famiglie.

Vaticano Spa incassa 281.050.000 euro ospitando profughi

“Casa San Gabriele dista 250 metri dal consorzio che comprende varie unità abitative di pregio e un parco giochi per mamme e bambini. Si tratta di un’area privata e sorvegliata, con due ingressi, uno su via Trionfale e uno su via Cassia”, spiega il sovrintendente Mauro Pacilio che sta lottando per mantenere la tranquillità di questa specie di ‘oasi’ in una Capitale che è sempre più allo sbando.“I nostri timori sono più che fondati. Gli esempi di quello che è successo – attacca Pacilio – li vediamo tutti i giorni, non sono illazioni. Accettare una situazione del genere con persone che provengono da un’altra cultura e che non esiterebbero a calarsi i pantaloni a cielo aperto, non è possibile”.

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“Immaginiamo che tra tutti i migranti che arrivano solo dieci siano pericolosi. Ma gli altri cento che faranno? Questo è un quartiere di periferia tranquillo ma isolato e non c’è un bar, non c’è niente. Verranno presi di mira dagli spacciatori e da chi vuol far vendere loro i fazzolettini. Che vita avranno?”, si chiede un signore che, per ora, chiacchera serenamente con un’amica in una panchina di uno dei tre parchi del consorzio. La donna, invece, ci confida di essere pronta a vendere la propria casa: “Io vivo sola e, se arriva quello fuori di testa, mi sgozza. Sto pensando di andarmene in Portogallo”.

“Il Vaticano sta smistando i migranti tra i conventi e tra le case dei cattolici con i soldi dello Stato. Cosa vuol fare? L’affittacamere con i Bed and Breakfast per profughi?”, si domanda un altro residente arrabbiato. “Se è casa tua e li vuoi tu, allora tieniteli tu e non farceli pagare a noi. Qui si spaccia il business per azione cattolica o caritatevole”, attacca nuovamente. Molto critico sotto questo punto di vista è anche Giorgio Mori, esponente romano di Fratelli d’Italia che è stato in prima linea nella lotta contro il centro d’accoglienza di Casale San Nicola e che ora, con una punta di sarcasmo, dice:“Questa è la conferma della spartizione dei migranti tra le cooperative bianche e quelle rosse. Si riducono le vocazioni religiose e perciò, ora, la Chiesa fa ricorso ad altri tipi di vocazione come la vocazione al business dell’immigrazione”.



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