PROFUGO VUOLE ESSERE RIMPATRIATO, COOP CHIAMA CARABINIERI: “O mi rimpatriate o faccio un casino”

“O mi rimpatriate subito o faccio un casino”. Un profugo nigeriano di 32 anni con un demenziale permesso di soggiorno per motivi umanitari, è stato arrestato con le accuse di resistenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale. L’episodio si è verificato lunedì pomeriggio a Faenza in un hotel per fancazzisti dove è ospitato l’africano. Si tratta di un personaggio che già in passato aveva dato problemi ma non era mai stato espulso: non sia mai!

Il 32enne aveva ottenuto nell’aprile del 2015 il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il giovane fabcazzista, trasferito in una struttura di Faenza poiché non aveva rispettato le norme comportamentali del centro dove era ospitato in precedenza, aveva manifestato più volte insofferenze nei confronti non solo degli operatori, ma anche degli altri finti profughi. Voleva a tutti costi esser rimpatriato: proibito nella Repubblica ‘democratica’ delle Coop. Così, lunedì pomeriggio, è entrato in una stanza per prendere delle bibite sfondando una porta.

“Faccio un casino se non vengo rimpatriato subito”. E così gli operatori hanno chiesto l’intervento del 112, perché il migrante vale 35 euro al giorno. Sul posto giunte due pattuglie, una del Nucleo Operativo e Radiomobile e l’altra della stazione di Faenza Borgo D’Urbecco. Il profugo scontento prima si è barricato rifiutando ogni collaborazione, poi ha tentato la fuga in bici. Gli uomini dell’Arma hanno “alzato” un muro di sbarramento, parandosi contro. Ma il 32enne ha reagito, scagliandogli contro il mezzo. Quindi ha opposto attiva resistenza, aggredendoli.

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Con non molta fatica i quattro militari sono riusciti a bloccarlo e caricarlo nella “gazzella”. Inevitabile l’arresto per resistenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale. Tranquillizzatosi in camera di sicurezza, è comparso martedì mattina in tribunale per il processo per direttissima. Davanti al giudice Andrea Galanti ha patteggiato un anno. Tornato in libertà, è stato riaffidato alla comunità in attesa del rimpatrio in Nigeria. Sono tre i carabinieri rimasti contusi e dimessi dal pronto soccorso dell’ospedale di Faenza con 15 giorni di prognosi ciascuno. E, ovviamente, il profugo non sarà rimpatriato.


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