MILANO, 76 SINDACI TRADISCONO ELETTORI E FIRMANO PIANO DI AFRICANIZZAZIONE: ACCOGLIERANNO 4.600 CLANDESTINI

Sono 76 su 134 i sindaci dell’hinterland milanese che, insieme a Beppe Sala, hanno aderito al piano di africanizzaione definito protocollo per “un’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa”, imposto dal prefetto Luciana Lamorgese.

Il documento, firmato oggi in corso Monforte, inaugura un nuovo “modello Milano” per l’africanizzazione attraverso l’arrivo di finti profughi. E’ stato firmato tra i sindaci della città metropolitana, il prefetto di Milano e il ministro dell’Interno Minniti, pone le basi per la distribuzione di 4600 richiedenti asilo nei comuni della provincia di Milano.

“Noi sindaci la possiamo vedere in maniera diversa politicamente ma non si possono svincolare i problemi. Cioè girarci dall’altra parte”, ha commentato il ministro degli Interni Marco Minniti. “Penso che la giornata di oggi qui a Milano sia una giornata molto importante per le politiche di immigrazione nel nostro Paese. Noi oggi firmiamo questo protocollo che io considero cruciale. Come ha detto Beppe Sala, qui c’è una cooperazione molto forte e questa penso sia la chiave di volta. La democrazia vive del rapporto tra istituzioni nazionali e locali, più è forte più la democrazia si rafforza”. Detto da un mai eletto non male.

Sabato, il capoluogo meneghino ospiterà anche la marcia dei fancazzisti “Insieme senza muri”, che secondo le previsioni dovrebbe far sfilare diecimila cuckold e fancazzisti riuniti in un’ammucchiata multietnica. Saranno presenti un certo numero di fanatici d’alto bordo, tra i quali il presidente del Senato, Pietro Grasso, Emma Bonino e Carlotta Sami, portavoce dell’agenzia Onu per i rifugiati appena entrata nell’inchiesta sullo scandalo Ong.

Protestano i sindaci della Lega, contrari al protocollo, che hanno dato vita a un presidio di protesta prima della firma ufficiale. I primi cittadini della Lega, con la fascia tricolore, hanno espresso la loro contrarietà “perché non abbiamo le risorse da destinare nemmeno ai nostri cittadini e il nostro personale sarebbe chiamato a far fronte ad un lavoro insostenibile”, ha spiegato il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi. “Siamo qui per dire “no” a un piano imposto dal prefetto senza che i sindaci siano stati consultati: e sono i sindaci ad essere stati eletti e non il prefetto”, ha aggiunto il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Milano, Alessandro Morelli.

In totale disaccordo sulle strategie sull’immigrazione di Sala c’è il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, che ieri ha ribadito che la maxi retata in Stazione Centrale d’inizio mese è stata “un momento importante, spero venga fatta di nuovo”. E sulla marcia di sabato ha commentato: “Ognuno è libero di manifestare ma io sto dalla parte della giustizia e della sicurezza”.

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“Tra Milano e provincia ci sono più di 350mila cittadini milanesi e italiani sotto la soglia di povertà, ma i sindaci del Pd e il governo pensano a firmare un protocollo per portare quasi 5000 finti profughi nei comuni della Città metropolitana. È vergognoso perché prima va aiutata la nostra gente in difficoltà – è la critica del vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti – Questo accordo è pura follia perché per mantenere questi 5000 immigrati, che per la maggior parte risulteranno essere clandestini, verranno spesi quasi 70 milioni di euro l’anno, circa 180mila euro al giorno. Un’enorme quantità di soldi pubblici che dovrebbero essere destinati prima ai cittadini lombardi in difficoltà che oggi sono totalmente abbandonati dal governo. La Lega Nord dice no a questa vergogna: i sindaci leghisti si sono rifiutati di firmare questo accordo truffa e non si sono piegati agli ordini del prefetto e di Minniti”.

L’intesa non ha convinto neanche il primo cittadino di Sedriano Angelo Cipriani del Movimento Cinquestelle, che contesta: “Sui nuovi centri il Comune non avrebbe potere di controllo. Ci chiedono di metterci la faccia e poi di starne fuori, senza poter conoscere preventivamente la tipologia di immigrati che ci saranno assegnati”.


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