Trascinata in cespugli mentre torna a casa da scuola e stuprata, test Dna su 59 profughi



Per settimane la voce che qualcosa di terribile era successo a una ragazza nella città austriaca di Tulln, ha fatto il giro dei social e dei media indipendenti, bollata come ‘bufala’ dai soliti siti ‘specializzati’. 

Poi, ieri, la polizia ha dovuto rispondere alle richieste di informazioni del partito identitario all’opposizione, ammettendo che ‘qualcosa’ era accaduto. Qualcosa di terribile. Agghiacciante.

La polizia ha ora confermato che una ragazzina di quindici anni, mentre stava tornando a casa da scuola, è stata trascinata in mezzo ai cespugli e violentata ripetutamente da un gruppo di profughi.

Per due volte, perché la vittima è riuscita a fuggire dopo un primo stupro, ma i profughi l’hanno inseguita, catturata, e violentata di nuovo.

Nei giorni scorsi la Procura ha ordinato il test del DNA su 34 richiedenti asilo alloggiati in centri di accoglienza, e 25 da profughi che sono ospitati da privati.  I test hanno avuto successo: questo martedì  un afgano di 19 anni, è stato fermato. Un secondo sospetto, un somalo di 19 anni, è in fuga. Ancora nessuna notizia del terzo membro della gang di profughi stupratori.

In risposta alla notizia della violenza, il sindaco di Tulln, Peter Eisenschenk (ÖVP), ha annunciato in un comunicato stampa che il suo comune non accoglierà più profughi:

Per me, è assolutamente chiaro che non ci può essere alcuna tolleranza per i richiedenti asilo criminali che abusano del loro status di ospiti. Di fronte a ciò che questi criminali hanno fatto alla ragazzina, serve la piena severità della legge.

Un po’ poco.

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