Torino, stipendio più alto per i dirigenti del Comune che sono gay friendly



Le periferie disastrate? Gli zingari molesti? Il ras delle soffitte? Niente di tutto questo, l’emergenza a Torino è la ‘omofobia’. La giunta Appendino è sempre più in balia della lobby gay.
BASTONE E CAROTA – Per il Comune di Torino il sostegno delle persone gay, lesbiche e transessuali sono obiettivi che si declinano nel piano esecutivo di gestione. E concorrono alla definizione del premio di risultato. Insomma, se ti pieghi al gender la Appendino ti paga di più.

“E’ una scelta che vogliamo rafforzare dice l’assessore ArciGay prestato alle Pari opportunità, tal Marco Giusta – per due ragioni. La prima, evitare che le linee guida rimangano impegni generali: devono essere trasformate in azioni concrete. La seconda: i progetti Lgbt, quindi gli obiettivi, non devono essere appannaggio di un solo settore, ma trasversali a tutto il Comune e a tutti i comparti, impegnando ogni dirigente nel raggiungimento del traguardo”. Il Comune, per la Giornata internazionale contro l’omofobia che si celebra domani, ha affisso in città 1200 manifesti realizzati dal coordinamento Torino Pride e patrocina un fitto calendario di inziative per tutta la settimana.

L’idea di inserire “obiettivi Lgbt” e di fare un piano ad hoc è contenuta in una delibera approvata già nel 2015 dagli ex assessori Ilda Curti e Gianguido Passoni. I primi traguardi raggiunti sono stati quelli della formazione del personale e hanno coinvolto il settore risorse umane del Comune. Allo stesso modo, quando il Comune realizza o partecipa a progetti di inclusione lavorativa si riserva una quota di posti a gay e lesbiche.

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Torino è la città capofila della rete, ribattezzata Ready, di cui fanno parte enti locali e Regioni contro le ‘discriminazioni’ di tipo sessuale. «La messa a punto di un piano di gestione degli obiettivi Lgbt – sottolinea Emprin – è un passaggio importante perché i dirigenti si sentono responsabilizzati a raggiungere i traguardi posti. Non solo, quindi, per una ragione economica. Diventa una questione di professionalità, della capacità di raggiungere un obiettivo che concorre poi anche alla formazione del premio annuale al pari degli altri. Vogliamo ampliare sempre più questo aspetto, dalle direzioni fino alle posizioni organizzative».

Prima il lavaggio del cervello con ‘seminari’. Poi eventuali punizioni se non ti conformi all’agenda gay del Comune. E infine, molto furbo, un premio in denaro se ti metti a novanta gradi: letteralmente.



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